ETM sulla raccolta differenziata: a breve l’instant report!

Il 26 Giugno 2014 si è svolto il quarto dei cinque  Town Meeting  organizzati da NEXT, CLAC, Easy e il Comune di Palermo. La tematica affrontata è stata “la raccolta differenziata dei rifiuti” e ha coinvolto circa 100 cittadini fra esperti … Continua a leggere

PIU’ RICICLI MENO PAGHI: COME PRODURRE GAS IN CASA!

Giovedì 26 giugno si svolgerà l’assemblea cittadina dedicata alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata a Palermo. E’ una importante occasione per far sentire la vostra voce e manifestare i problemi che quotidinamente vi trovate ad affrontare. Se non l’avete ancora fatto iscrivete cliccando qui o in alto a destra su “Partecipa!”

biodigestorIntervista a Claudia Lo Porto, Dott.ssa in Scienze Ambientali

Claudia Lo Porto, Dott.ssa in Scienze Ambientali, lavora come consulente aziendale e ha elaborato un progetto per riciclare rifiuti organici al fine di trasformarli in energia.

Come può il cibo diventare fonte di energia?

Un gruppo di scienziati indiani ha inventato il biodigestore che consente di ricavare biogas dai rifiuti alimentari, aggiudicandosi il premio Ashend Awards nella categoria food security per le energie sostenibili.

In India è impellente il bisogno di portare gas nelle zone più povere sia per la cottura dei cibi che per il riscaldamento dell’acqua.

Prendendo spunto dal gruppo indiano, ho progettato un biodigestore domestico che serva a coprire il fabbisogno energetico di una famiglia con la conseguenza di un notevole risparmio sulla bolletta del gas.

 

E’ dispendioso costruire o acquistare un biodigestore?

I materiali usati sono tutti poveri. Nell’ottica della green economy, infatti, lo sfruttamento delle risorse deve essere ridotto al minimo. L’impianto è costituito da due serbatoi inseriti l’uno dentro l’altro, una bocca d’ingresso, uno scarico e un tubo di collegamento ai fornelli del gas. Le sostanze organiche vanno sminuzzate, ridotte in poltiglia e poi collocate dentro la bocchetta d’entrata dell’impianto.

Quali sono gli effetti positivi del biodigestore?

Rispetto ai sistemi tradizionali a biomassa animale, il processo di biodigestione degli scarti alimentari, a base vegetale o farinacea, è molto più veloce. Garantisce un risparmio economico per le famiglie sulla bolletta del gas e anche benefici per l’ambiente.

Il riciclo dell’organico permette una riduzione dei combustibili per il trasporto stesso dei rifiuti, un minore sfruttamento delle risorse energetiche, una riduzione delle emissioni di CO2. Inoltre, il liquido residuo può essere facilmente impiegato come fertilizzante per piante.

Lo scopo del progetto è quello di dotare ogni abitazione del biodigestore in collaborazione con le amministrazioni pubbliche al fine di ovviare al problema dello smaltimento dei rifiuti. Infatti, quello indiano è un modello virtuoso da emulare, considerato che gli impianti di grandi dimensioni hanno un costo di realizzazione molto elevato.

300px-Prototype_of_ARTI-Plant_with_flexible_PVC-Cover_Il progetto è stato pienamente realizzato?

Ad oggi il progetto non è stato ancora avviato poiché, in quanto progetto pilota, dovrebbe partire in collaborazione con le amministrazioni pubbliche e sono alla ricerca di un partner. L’idea, infatti, è quella di collocare i biodigestori nelle scuole e poi estenderne il posizionamento presso le singole abitazioni.

Ringraziamo la Dott.ssa Claudia Lo Porto per la collaborazione.

 

Quando il rifiuto può diventare business

idee diverseIntervista all’ingegnere Carlo Picone – LVS

Quando si parla di ambiente la Sicilia non brilla di certo nelle classifiche delle regioni più virtuose nel riciclaggio e nello smaltimento e stoccaggio delle diverse componenti dei nostri rifiuti quotidiani. Eppure da tempo il problema dei rifiuti non è soltanto una materia cara agli ambientalisti bensì anche al mercato e al business. Negli ultimi trent’anni sono infatti sorte in Italia molte società che con i rifiuti sono riusciti a creare posti di lavoro e fonte di guadagno. In Sicilia siamo ancora indietro eppure alcune realtà esistono. È il caso della LVS, società attualmente a Termini Imerese, operante nel mercato dei rifiuti da circa vent’anni e capace di occuparsi della raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti prodotti quotidianamente da noi. Attualmente la LVS ha un contratto di appalto con l’Amia per il riciclaggio e il recupero della plastica. Abbiamo incontrato un loro dipendente: l’ingegnere Carlo Picone.

 Ingegnere Picone intanto diamo qualche numero. L’azienda opera da tempo sul territorio e quante persona occupa. Può dirci, oltre ai comuni, qualche realtà imprenditoriale per la quale lavorate?

La LVS nasce circa venti anni fa e in totale impiega, considerando anche il suo indotto, circa 100 dipendenti. Questo numero potrebbe aumentare perché attualmente gli impianti sono sottoutilizzati. I rifiuti che ci arrivano dalla differenziata, infatti, sono di meno rispetto a quelli che potremmo trattare. Tra i nostri clienti, oltre a diversi comuni, abbiamo la Fincantieri, la Selital e, fino a prima della chiusura, anche la Fiat e il suo indotto a Termini.

 È interessante sapere che i vostri impianti potrebbero lavorare di più generando così posti di lavoro in una zona che, proprio per la chiusura della Fiat, si trova in difficoltà. Cosa crede possano fare le diverse amministrazioni comunali, e in particolare quella di Palermo, per incentivare la raccolta differenziata?

 Il ruolo del Comune è importantissimo. È necessario, infatti, operare una massiccia campagna di sensibilizzazione presso la cittadinanza sull’importanza della raccolta differenziata e sui benefici che da essa ne derivano.

Da questo punto di vista sarebbe necessario percorrere due vie:

1) una campagna nelle scuole (in parte già in atto) per informare le nuove generazioni in modo da educare fin da piccolo il cittadino ad aver cura dei propri rifiuti;

2) un inasprimento dei controlli (fino ad oggi sostanzialmente inesistenti) sulla raccolta differenziata. Mi spiego meglio: se il Comune non vigila che i cittadini operino correttamente la differenziazione dei rifiuti difficilmente si raggiungerà qualche risultato. La raccolta porta a porta ha un senso se l’operaio che preleva i rifiuti controlli effettivamente che il processo di smistamento dei rifiuti nei diversi contenitori sia stato operato correttamente. Se non lo è stato devono essere comminate delle sanzioni già previste ma, di fatto, mai applicate.

In molti comuni d’Italia questo è stato fatto ma a Palermo ancora no. Per fare un esempio: a Torino in molti condomini la raccolta viene effettuata all’interno del palazzo stesso. Quando il Comune ritira i rifiuti e scopre che nel cesto della plastica si trovano anche rifiuti organici allora scatta una multa a tutto il condominio. Solo così sarà possibile compiere passi significativi verso una maggiore sensibilizzazione verso la raccolta differenziata. Stesso discorso, paradossalmente più semplice considerando il numero minore di soggetti, dovrebbe essere fatto presso le attività commerciali dai grandi magazzini fino alle attività di ristorazione la cui produzione di rifiuti è, ovviamente, molto più cospicua rispetto a quella di una famiglia

 Un’ultima domanda ingegnere: oltre alle sanzioni e alle campagne di sensibilizzazione esistono altre possibilità per incentivare le famiglie a riciclare?

Certamente. Basterebbe, ad esempio, concedere degli sconti sulla Tares (la tassa sui rifiuti) a chi usa prodotti biodegradabili, detersivi “alla spina” e altre merci maggiormente rispettosi dell’ambiente.

Ringraziamo l’ingegnere Carlo Picone per la collaborazione.

 

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL COMPOST NASCONO I FIORI.

Vi siete mai chiesti quanto potreste risparmiare sull’acquisto di fertilizzanti per i vostri giardini o per i vasi del vostro balcone? E quanto su carta e cartoncino?

Ecco due esempi di riciclo facilmente realizzabili: la compostiera domestica e il riuso di carta.

Il compost è un concime naturale che si ottiene attraverso la decomposizione e umidificazione di materie organiche da parte di micro organismi che, in particolari condizioni di equilibrio chimico, danno vita a un terriccio fertile.

compostiera_autosufficiente2Basta poco per crearne una. Occorrono: un bidone di media grandezza, un sacchetto di argilla espansa, della rete in plastica, del fil di ferro e un sottovaso. I fori, da praticare sul fondo e sulle pareti del bidone con il trapano, permetteranno l’ossigenazione, facilitando il processo di compostaggio.
L’interno del bidone va rivestito con la rete plastificata a maglia sottile, fissandola con del fil di ferro e facendo passare quest’ultimo attraverso i buchi effettuati sul perimetro del bidone. Al fine di evitare che il compost marcisca, è necessario cospargere il fondo del bidone con uno strato di argilla.

Nella compostiera va gettato soltanto l’umido organico, ad esempio i residui alimentari. Per ottenere un compost di qualità, bisogna trovare il giusto equilibrio fra sostanze umide e sostanze secche.

Inoltre, per chi possiede uno spazio verde di circa 200 mq, il Comune di Palermo fornisce una compostiera in comodato d’uso, per richiederla serve compilare il modulo reperibile on line a questo indirizzo.

Un altro esempio di riciclo facilmente realizzabile è il riuso della carta.

Basta far macerare vecchi giornali o qualsiasi tipologia di carta, purché dello stesso colore. Successivamente è necessario filtrare l’impasto e passarlo attraverso rulli che comprimono le fibre e fanno uscire l’acqua. A seconda della carta recuperata e riciclata (giornali, cartoni, carta mista) si hanno prodotti diversi: carta da imballo e da scrittura, cartoni, cartoncini e altri tipi. 

Se volete saperne di più, partecipate ai laboratori di creazione di carta del Caravanserai di Palermo.

Quando mangiamo, falciamo l’erba del prato o potiamo gli alberi produciamo ovviamente rifiuti: si tratta però di un tipo di rifiuto che può essere facilmente trasformato in un prodotto utile capace di migliorare la qualità del terreno, soprattutto nei casi in cui quest’ultimo sia stato impoverito da pratiche agricole intensive.

L’obiettivo di migliorare la qualità dell’ambiente che ci circonda è fondamentale e grava su tutti i cittadini: i consumatori dovranno impegnarsi a separare effettivamente i rifiuti; gli enti locali avranno il compito di organizzare un sistema di raccolta efficiente in modo da minimizzare i costi; gli operatori economici dovranno migliorare il modo in cui gestiscono i rifiuti biodegradabili.

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” cantava De André.

wall-e-is-sorry2Ogni singolo abitante del pianeta ha il dovere di tutelare l’ambiente per evitare che le generazioni future si chiedano: “Cosa significa la parola pianta?” come avviene in una scena del film Wall-e della Disney.