ETM sulla raccolta differenziata: a breve l’instant report!

Il 26 Giugno 2014 si è svolto il quarto dei cinque  Town Meeting  organizzati da NEXT, CLAC, Easy e il Comune di Palermo. La tematica affrontata è stata “la raccolta differenziata dei rifiuti” e ha coinvolto circa 100 cittadini fra esperti … Continua a leggere

Rendere più efficiente l’intero ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti

ordineIncontro con Palermo Ambiente

Tra gli incontri svolti in preparazione dell’eTM del 26 giugno su gestione dei rifiuti e raccolta differenziata non poteva mancare quello con Palermo Ambiente s.p.a., la Società d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) costituita tra i comuni di Palermo e di Ustica e la Provincia Regionale di Palermo.

In qualità di Ato Palermo Ambiente si occupa sia di elaborare nuovi progetti che di monitorare e stimolare il raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata dei rifiuti. Insieme a Rap e al Comune di Palermo, Palermo Ambiente è dunque un degli attori fondamentali della gestione del ciclo dei rifiuti. Il rapporto tra questi soggetti è infatti disciplinato da un apposto contratto di servizio.

Secondo i dirigenti incontrati rispetto al tema della gestione dei rifiuti sono tre gli aspetti su cui è necessario intervenire per rendere più efficiente e sostenibile l’intero ciclo di raccolta e smaltimento:

1) La normativa inadeguata: la legge che disciplina il ciclo dei rifiuti infatti è ormai datata e ciò genera confusione nella sua interpretazione e applicazione;

2) Il modello di raccolta differenziata: il sistema porta a porta è attualmente quello su cui si stanno concentrando gli sforzi in città ma non è detto che sia necessariamente il più adatto alle esigenze della città e dei suoi cittadini. Un’alternativa potrebbe essere quella di chiedere al cittadino di differenziare tra umido e secco, e lasciare ad un apposito impianto di selezione il compito di separare il secco in più frazioni. Oltre a ciò sarebbe necessario un sistema d’incentivi per sensibilizzare il cittadino a differenziare i rifiuti;

3) Gli impianti: sul territorio comunale mancano impianti adeguati per la selezione ed effettivo riciclo dei rifiuti. A ciò va aggiunto che spesso questi appartengono a soggetti privati a danno delle possibilità di guadagno economico di Rap. L’organico ad esempio è conferito a Sicilfert di Marsala che viene pagata da Rap per svolgere questo servizio.

AMIA-RAP: i numeri e le ragioni della crisi

foto manganoIntervista ad Alberto Mangano – Commissione Urbanistica

Al consigliere comunale Alberto Mangano abbiamo chiesto di presentarci un quadro della situazione attuale a Palermo riguardo al tema dei rifiuti e della raccolta differenziata.

Secondo il nostro intervistato, per poter capire meglio la situazione attuale, è necessario fare un passo indietro. Molti si chiedono come mai oggi la RAP sia così in crisi. Quando ancora c’era l’Amia s.p.a., l’azienda era in salute; un dato del 2000 rivela che l’azienda chiuse il bilancio con 80 miliardi di lire in attivo. Oggi, invece, RAP ha 1 milione di euro di deficit al mese. È successo questo perché si è passati da un’azienda efficiente ad una poco funzionale con grosse difficoltà. Ad esempio molti mezzi sono ormai usurati, non più efficienti e difficili da riparare; Inoltre fino al ’99 Amia s.p.a. portava avanti progetti per l’installazione di impianti, come quello di selezione a Partanna (tuttora ancora non funzionante) e quello di compostaggio, che insieme avrebbero avuto la capacità di ridurre di più di 1/3 i rifiuti prodotti.

Nel 2001 col cambio di giunta si è passati dall’amministrazione di Capodicasa, che parlava di un piano per la raccolta differenziata, a quella di Cuffaro, che invece sosteneva l’utilizzo dell’inceneritore. Ciò ha determinato l’abbandono di tutti i progetti che l’Amia s.p.a. stava sostenendo.

Negli ultimi anni Amia s.p.a. non è stata gestita adeguatamente e il Comune non ha mai affrontato seriamente il problema se non per quanto riguarda l’aspetto dei suoi dipendenti. Amia s.p.a. prima contava circa 1500/1600 dipendenti, negli ultimi tempi invece ne contava circa 2500. L’aumento del personale e la riduzione del funzionamento in generale dell’azienda l’hanno portata al fallimento. Oggi, con RAP, abbiamo un’azienda con un nome diverso, ma il funzionamento è lo stesso. Il personale è poco gestibile e non viene comunque impiegato al massimo delle potenzialità, non ci sono mezzi adeguati.

Sarebbero necessari mezzi adeguati e personale professionalizzate, ma risulta importante anche la collaborazione del cittadino, che al momento però non vede i vantaggi nella raccolta differenziata.

Si dovrebbe giocare una doppia partita: da un lato, operare in favore dell’educazione civica, ovvero spiegare che la raccolta differenziata renderebbe più pulita la città; dall’altro lato operare sugli incentivi economici, poiché la raccolta differenziata aiuterebbe ad abbassare i costi delle materie prime, che si venderebbero ai consorzi per il riciclaggio, e quindi anche il cittadino pagherebbe meno tasse.

Riguardo al modello di raccolta differenziata attuale della nostra città, Alberto Mangano afferma che il porta a porta è un metodo utile, ma dovrebbe essere svolto meglio di così, poiché si deve rendere più responsabile il cittadino informandolo, magari incontrando a campione i cittadini per far capire loro il funzionamento e facendo loro notare i vantaggi che ne derivano.

Inoltre si dovrebbe allargare il porta a porta a tutta la città, come sostengono anche altre associazioni impegnate sul tema. Il personale a disposizione ci sarebbe e lo si potrebbe impiegare per completare questo processo.

In conclusione l’azione primaria da concretizzare è la continua informazione dei cittadini, poiché, la prima risorsa da valorizzare è il capitale umano. In generale ci vorrebbe una maggiore cultura del rispetto dell’ambiente, della salute e del risparmio. Il governo dovrebbe adottare misure di sanzioni e premi rivolti ai cittadini, ovvero più il cittadino inquina più paga, se fa uso della raccolta differenziata, paga meno tasse.

 

Ma a Palermo dove finiscono i rifiuti differenziati?

(Foto ANSA)

(Foto ANSA)

Come funziona la raccolta differenziata a Palermo 3° parte (qui la prima parte e la seconda parte)

Insieme alla dott.ssa Calì, dirigente RAP, cerchiamo di fare chiarezza anche sul processo di smaltimento dei rifiuti differenziati una volta che questi vengono raccolti.

Molti pensano infatti che per malfunzionamenti vari finiscano tutti insieme a Bellolampo ma non è affatto così.

Ogni tipologia di rifiuto ha infatti un rispettivo consorzio nazionale che lo acquista da Rap per poi trasformarlo.

In particolare:

– per la carta e cartone il consorzio di smaltimento è COMIECO;

– per la plastica è COREPLA;

– per il vetro è COREVE;

– per il metallo sono CIAL (per l’alluminio) e CNA o RICREA (per l’acciaio);

 

Ognuno di questi consorzi paga i rifiuti che riceve in base alla quantità e alla fascia di qualità del rifiuto ovvero il suo grado di purezza (o assenza di materiali appartenenti ad altre categorie).

Per questa ragione, a parte il caso della carta e cartone, prima che i rifiuti arrivino al rispettivo consorzio Rap paga una piattaforma apposita che si occupa di ripulire il materiale raccolto da elementi intrusi appartenenti ad altre categorie, in modo da elevarne la fascia di qualità e renderlo più remunerativo.

I materiali di scarto (tecnicamente chiamati “sovvalli”) vengono poi portati a Bellolampo per lo smaltimento.

A queste procedure fa eccezione l’organico che viene invece smaltito da SICILFERT (situata a Marsala) che lo trasforma principalmente in concime. A differenza degli altri casi però Sicilfert non acquista l’organico ma è Rap a pagare l’azienda affinché si occupi di smaltirlo.

Attualmente la strutturazione di questo complesso procedimento di smaltimento di tutti i rifiuti non risulta molto vantaggioso da un punto di vista economico.

Proprio per questo motivo e per trarre maggiori proventi da questo processo Rap dovrebbe muoversi su 2 strade:

1) la creazione di propri impianti di selezione dei rifiuti per ammortizzarne i costi;

2) l’istituzione di un proprio impianto di compostaggio (TMB) in modo da non doversi rivolgere ad aziende esterne.

Quest’ultima direzione è in fase di realizzazione visto che a breve RAP aprirà un impianto TMB presso la discarica di Bellolampo.