Aumentare il livello di conoscenza sulle interazioni tra assetto geologico e patrimonio edilizio

Nella foto: la via Belmonte Chiavelli a Palermo

Nella foto: la via Belmonte Chiavelli a Palermo

Intervista a Mario Leta – Consigliere Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia

Nel corso dell’incontro sono stati messi a fuoco gli aspetti che contraddistinguono dal punto di vista geologico il territorio palermitano con particolare riferimento agli elementi geomorfologici ed idrogeologici da tenere in considerazione in vista della revisione del piano regolatore.

Nell’area urbana della città di Palermo è possibile distinguere differenti settori caratterizzati da un’elevata variabilità delle condizioni geomorfologiche ed idrogeologiche riconducibili sia all’assetto geologico locale, sia all’interazione con gli aspetti connessi alla conformazione del tessuto urbano.

In tale ambito, riferendosi più in generale all’intera Piana di Palermo, il P.A.I. (Piano di stralcio di Bacino per l’assetto Idrogeologico) restituisce un quadro complessivo sulle differenti forme di dissesto che interessano le fasce pedemontane che limitano la stessa Piana e le aree interne al tessuto urbano, codificando le forme dissesto secondo livelli di pericolosità e rischio geomorfologico ed idraulico. Si possono in tal senso individuare:

  • – zone interessate da fenomenologie di crollo riguardanti i rilievi calcareo-dolomitici delimitanti la Piana (quali ad esempio i rilievi di Pizzo Sferrovecchio e Pizzo Forbice, la dorsale La Montagnola-Pizzo Diamante –Cozzo di Paola o i versanti del Monte Pellegrino) che danno luogo, nei nuclei abitati posti immediatamente a valle, ad elevate o molto elevate condizioni di pericolosità e di rischio;
  • – zone di disordine idraulico connesse all’assetto geomorfologico ed idrogeologico locale e/o riconducibili alla presenza di elementi morfologici di particolare rilievo (siti d’attenzione) come ad esempio l’area d’insistenza dei due antichi fiumi Papireto e Kemonia che scorrono nel sottosuolo del Centro Storico (sebbene oggi risultano obliterati dalla presenza del tessuto urbano soprastante) o del fiume Oreto, rettificato nel tratto finale;
  • – zone interessate dalla presenza diffusa nel sottosuolo di cavità di origine naturale ed antropica.

A queste si aggiungono zone di elevata criticità in cui integrare e/o rivedere la rete di drenaggio e smaltimento delle acque, in cui nel recente passato si è assistito ad eventi di particolare rilevanza come ad esempio la zona di Belmonte Chiavelli interessata dall’evento alluvionale del 2009.

Nell’ambito della revisione del PRG gli aspetti geologici necessitano di particolare attenzione anche in relazione alle caratteristiche sismiche dei terreni presenti. Sotto tale profilo risulta difatti possibile differenziare sulla base delle successioni stratigrafiche presenti, delle caratteristiche geologico-tecniche e dell’assetto morfologico e strutturale aree maggiormente esposte, in caso di evento sismico, a fenomeni di amplificazione sismica locale in grado di incrementare la severità degli effetti indotti sui manufatti.

Per tali ragioni il nuovo P.R.G. dovrà approfondire ulteriormente tutti gli aspetti geologici che definiscono l’intera area urbana della città e/o di futura espansione edilizia, aumentando il livello di conoscenza sulle interazioni tra assetto geologico e patrimonio edilizio, definendo altresì, con dettaglio adeguato, le zone su cui attuare interventi di salvaguardia e mitigazione dei rischi e su cui indirizzare opere di sistemazione delle reti di smaltimento delle acque e/o di risanamento strutturale dell’esistente.

 

L’ordine degli ingegneri e l’iter del nuovo PRG di Palermo

Intervista a Giovanni Margiotta, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo

Logo ETM PRG

Nel percorso verso l’ETM sul nuovo piano regolatore di Palermo abbiamo ascoltato Giovanni Margiotta, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo. Le molte cose interessanti che l’Ingegner Margiotta ha argomentato le possiamo riassumere attorno a due questioni molto precise: la prima ha a che fare col senso dell’Electronic Town Meeting, metodo per coinvolgere i cittadini nelle decisioni, che avrà luogo il 25 ottobre.

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo sottolinea con forza il fatto che l’appuntamento dell’ETM sul PRG giunge fuori tempo, avrebbe dovuto essere proposto ed attuato, infatti, prima della stesura delle Direttive Generali già approvate del Consiglio Comunale. In quella occasione, sostiene l’ingegnere Margiotta, avrebbe avuto molto senso il dialogo con l’Amministrazione sul PRG, mentre, in questa fase (secondo l’iter previsto e normato) aspettiamo la pubblicazione dello Schema di Massima, oggi si viene chiamati a discutere senza sapere a che punto di elaborazione si è arrivati e con quali esiti e documenti, in attuazione delle Direttive emanate dal Consiglio Comunale.

La seconda questione posta da Margiotta riguarda la poca chiarezza di una situazione che vede il proliferare di una quantità spropositata di piani e pianificazioni varie sulla Città, piani tutti che incidono pesantemente sull’attività amministrativa e regolano i rapporti tra l’attività dei professionisti e l’Amministrazione – Palermo è una grande Città , prossima Città Metropolitana, sulla quale si sovrappongono più piani dice l’Ingegnere – che talvolta sono anche in contrasto tra di loro e spesso non trovano nessuna sintesi e possibilità di applicazione concreta e, cosa ancor più grave, piani che non dialogano in modo interoperabile assicurando immediatezza e certezza del diritto in materia urbanistica.

In definitiva, spiega l’ingengere Margiotta, noi Ingegneri riteniamo sia corretto attendere che l’Amministrazione Comunale porti a compimento la attività di stesura dello schema di massima del PRG, che è già da tempo in corso di redazione secondo le linee guida approvate da Consiglio Comunale, massimo organo di rappresentanza democratica. Solo quando sarà reso pubblico tale documento e dopo averlo esaminato, potremo fare le nostre osservazioni e quindi dare un nostro contributo fattivo e consapevole.

Alla luce di tali considerazioni, conclude l’Ing. Margiotta, non riteniamo di partecipare all’ETM sul PRG di Palermo, ma confermiamo la massima disponibilità ad intervenire alle occasioni che l’Amministrazione intederà propore, oggi, quali processi partecipativi inclusivi per dibattere sul tema della Citta di Palermo nella sua visione attuale e futura.

Trasformare i punti di debolezza del territorio in punti di forza

Schermata 2014-10-20 a 10.01.01Intervista a Fabio Florio – imprenditore edile

Fabio Florio ha messo in evidenza come la città di Palermo sia caratterizzata da numerose aree che costituiscono attualmente dei punti di debolezza, ma potrebbero essere trasformati in punti di forza e poli di sviluppo della città. Insieme abbiamo passato in rassegna alcuni di questi luoghi: la stazione Notarbartolo – Lolli, il complesso della Fiera, la caserma Cascino, la zona San Polo vicino i mercati generali.

Per promuovere la loro rigenerazione sarebbe sufficiente un’azione di project financing ovvero una operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine in cui il ristoro del finanziamento stesso è garantito dai flussi di cassa previsti dalla attività di gestione dell’opera realizzata. Se venissero garantiti dei servizi minimi di assistenza da parte dell’amministrazione rispetto a queste modalità di finanziamento non sarebbe difficile trovare privati interessati ad investire.

Al momento però questo tipo di processi risulta bloccato, anche per mancanza di un impegno sufficiente da parte dell’amministrazione. In generale la possibilità di rigenerare la città risulta ostacolata dall’assenza di un chiaro progetto di sviluppo, capace di orientare interventi sia da parte del pubblico che da parte di privati.

 

Il verde pubblico, i servizi per l’infanzia e la mobilità per il nuovo PRG di Palermo

Giardini pubblici-01

I punti interrogativi nella mappa indicano situazioni di criticità rispetto all’uso di alcuni giardini pubblici: – la reale accessibilità e utilizzabilità dell’intera estensione della Favorita – l’attuale chiusura al pubblico del parco Cassarà – le difficoltà di ordine ambientale nella apertura del Parco di Acqua dei Corsari

Incontro con Vivian Celestino – ass. Wozlab

Con Vivian Celestino, del gruppo “Bambini misura di città”, abbiamo parlato del rapporto tra infanzia e territorio urbano, in vista della discussione sul Prg prevista per il 25 ottobre.

Per farci qualche esempio Vivian ci ha raccontato degli ultimi laboratori su Piazza Magione con le Terze e le Quarte dell’Istituto Comprensivo Ferrara di Palermo. Il lavoro svolto con le Terze ha riguardato la costruzione di uno schema del quartiere della scuola, procedendo con l’immaginare dei percorsi di mobilità, con la progettazione della segnaletica stradale (verticale e orizzontale) ed, infine, con attività creative di disegno, avente come soggetto la percezione degli studenti dell’ambiente. Le Quarte, invece, si sono occupate della progettazione di giochi da giardino, intesi non come i classici giochi semplicemente piantati  nel terreno, ma come se questi fossero parte integrante dello spazio verde.

Inoltre, i volontari del progetto hanno somministrato un questionario alle famiglie degli studenti, con il quale si cercava di indagare la loro percezione della qualità del territorio e la loro volontà ad impegnarsi per la vigilanza e la salvaguardia del quartiere. In realtà si tratta di un lavoro in progress, poiché verranno somministrati altri questionari e in seguito questi dovranno essere analizzati per ricavarne dei dati indicativi riguardo la tematica.

Guardando alla città nel suo insieme Vivian ci ha spiegato che in passato avevano cominciato a lavorare ad un piano per la mobilità dei bambini. L’idea era quella di coinvolgere non solo le scuole di Palermo, ma anche il Comune, dato che bisognerebbe integrare tale progetto col piano del traffico cittadino, e soprattutto con la collaborazione delle Circoscrizioni comunali.

Un’altra questione importante è quella della mancanza di spazi verdi attrezzati per i bambini e le famiglie. Infatti, Vivian ci ricorda che di recente sono stati tolti molti giochi da giardino ad esempio da Villa Trabia e Villa Sperlinga. Vi sono altri spazi verdi, come la Città dei Ragazzi, che sono poco accessibili e che hanno attrezzature poco funzionali. Forse l’unico parco che funziona veramente è il Parco Uditore.

Bisognerebbe avviare un discorso con l’amministrazione per fare una mappatura degli spazi verdi della città, ciò potrebbe essere utile ai cittadini, e in particolare alle famiglie, per orientarsi meglio nella propria città e per avere una visione d’insieme in grado di orientare un lavoro di ristrutturazione o di riorganizzazione degli spazi verdi.

Infine, sarebbe utile una mappatura degli asili nido della città per una loro riorganizzazione e un loro  riposizionamento: spesso vi è squilibrio nella loro distribuzione in città e nel numero di bambini iscritti spesso in esubero.