I cittadini partecipano attivamente alla realtà delle Circoscrizioni (?)

Incontro con i consiglieri della VIII Circoscrizione

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Mercoledì 12 febbraio abbiamo incontrato i consiglieri dell’Ottava Circoscrizione per discutere insieme del tema del decentramento in vista del prossimo ETM.

L’incontro è stato aperto da un intervento del Presidente Frasca Polara che ha sottolineato come la questione del decentramento sia al momento attuale di fondamentale importanza per un’amministrazione efficiente della città.

Dovere gestire le esigenze della popolazione residente su una circoscrizione è infatti diverso e sicuramente più semplice che dovere governare in maniera centralizzata una città con settecentomila abitanti.

In generale i consiglieri hanno mostrato grande scoraggiamento rispetto alla possibilità di attuare un reale decentramento.

Molti di loro hanno sottolineato come spesso manchi una reale comunicazione e collaborazione con l’amministrazione centrale che non sembra dare sufficiente importanza al loro ruolo. Il lavoro svolto dai consiglieri permette invece di avere una buona conoscenza di quali siano le esigenze principali dei residenti nella circoscrizione. A causa dell’assenza di un reale rapporto di scambio con gli uffici centrali tali conoscenze non riescono però a incidere in maniera significativa sugli interventi attuati dall’amministrazione.

Un’altra questione emersa durante l’incontro riguarda la scarsa partecipazione dei cittadini alla realtà delle circoscrizioni. L’utenza principale è infatti costituita dai ceti più popolari, perché primi beneficiari del tipo di servizi erogati dalle circoscrizioni.

Sarebbe invece necessario coinvolgere tutte le tipologie di residenti visto che tra le funzioni delle circoscrizione vi è anche quella della promozione della partecipazione di tutti i cittadini.

la Cala e il Foro Italico: cosa è emerso dalla passeggiata di quartiere

Giorno 11 dicembre abbiamo compiuto la passeggiata di quartiere alla Cala e al Foro Italico. Con noi la Prof. Carla Quartarone dell’Università degli studi diPalermo e gli studenti del suo laboratorio. Vi invitiamo a scorrere la mappa sottostante che riporta il nostro percorso e illustra puntalmente le questioni sollevate dai partecipanti e dai palermitani intervistati lungo il nostro spostamento.

In generale però si possono estrarre alcuni temi chiave:

1) tra la Cala e il Foro Italico si sono succeduti negli ultimi decenni diversi interventi di recupero/riqualificazione che hanno trasformato questa parte di costa restituendola ai palermitani. La cosa che è mancata è una visione unitaria complessiva che oggi penalizza la fruizione dei diversi spazi recuperati. Esempio lampante è l’impossibilità di andare dal Palmeto delle Cattive verso il giardino del Foro Italico a causa degli impianti di depurazione delle acque della Cala.

2) il destino progettuale del molo storico di Sant’Erasmo è un caso aperto, tra Comitati ed Enti vari che ne contestano reciprocamente la competenza e la destinazione finale. In questa cornice gli abitanti intervistati desiderano una riqualificazione, qualunque essa sia.

3) il percorso ci ha mostrato due facce drammaticamente distanti della stessa città: il bianco delle pavimentazioni della passeggiata alla Cala e il degrado, la sporcizia e l’inquinamento che da Sant’Erasmo verso la costa sud sono presenti e continui.

(foto di Monica Marchese)

Archeologia di una costa che non c’è più

Questo è il primo di quattro articoli con i quali proveremo a richiamare con grande sintesi i passaggi storici fondamentali della trasformazione della costa palermitana.

La puntata di oggi è quella che ci fa compiere necessariamente il passo indietro più ampio e ricostruisce una sorta di quadro iniziale di riferimento per comprendere le trasformazioni successive.

REDIM reti1. La città che non fa il bagno a mare, le borgate e i pescatori

Nel settecento la città di Palermo è ancora tutta idealmente contenuta entro il perimetro delle sue mura seicentesche. Il territorio agricolo attorno è fortemente coltivato e nelle contrade di campagna la nobiltà ha dato vita all’insediamento delle grandi ville barocche.

Ma questo non corrispondeva ancora a una espansione urbana e il rapporto con il mare era quasi essenzialmente legato all’espletamento di funzioni produttive.

Verso il mare, sono presenti infatti i magazzini e gli edifici del nuovo Molo (realizzato nel XVI secolo), alcuni complessi religiosi e due borgate di pescatori: una a Sud, al Piano di Sant’Erasmo, l’altra a Nord, nel borgo di Santa Lucia presso il Molo. Grande funzione commerciale ha ancora l’antico porto della Cala.

Tre sono le borgate storiche a nord: Acquasanta, il cui nome è legato alla presenza di una sorgente ritenuta miracolosa, Arenella e Vergine Maria, nate in funzione delle rispettive tonnare, che assieme a quelle di S. Giorgio e di Mondello costituiscono il sistema delle tonnare della costa settentrionale che, fin dal XIV secolo, hanno visto lo stanziamento delle famiglie legate alla lavorazione del tonno.

La via del Molo per tutto il XVIII e XIX è una strada molto trafficata per le attività d’attracco delle imbarcazioni e dei vapori, dello scarico e carico delle merci, per la presenza dei passeggeri.

Sulla costa sud-orientale, la strada costiera (attuale via Messina Marine) costituisce l’unico accesso alla città da oriente via terra, ed è divenuta dalla fine del XVII secolo, particolarmente trafficata, anche in ragione della villeggiatura che molti nobili trascorrono a Bagheria e di numerose ville aristocratiche costruite lungo la strada come la villa di Corradino Romagnolo, la villa del Marchese delle Favare e la villa del principe di Larderia.

RIDIM marina reti PRIMAFino al 1788, in prossimità dell’area del porto di Sant’Erasmo è in funzione una tonnara, fondata nel 1440, detta la “Tonnarazza”. Lungo la strada costiera è presente il gruppo di case e il porticciolo della “Bandita”.

Rispetto al quadro di questa “Palermo 1.0”, nelle puntate successive racconteremo le trasformazioni che hanno costruito quello che oggi è il rapporto complesso e problematico della città per il suo mare.

Per un approfondimento:

Chirco A., Lo Dico D. (2007), In tempo di bagni. Stabilimenti balneari e circoli nautici a Palermo, Kalòs, Palermo

De Seta C., Di Mauro L. (1981), Palermo, Laterza, Bari

Inzerillo S.M. (1984), Urbanistica e società negli ultimi duecento anni a Palermo, Istituto di urbanistica e pianificazione, Palermo

Lima A.I. (1997), Palermo. Struttura e dinamiche, Testo e immagine, Torino

I criteri da seguire nell’attuare interventi di pedonalizzazione in città

Immagine 3Intervista con Maria Giambrone e Nicola Aniello – Centro commerciale naturale Piazza Marina e dintorni.

Nell’incontro con Maria e Nicola  del Consorzio Centro Commerciale Naturale Piazza Marina e dintorni (CCN) abbiamo parlato di quali criteri andrebbero seguiti nell’attuare interventi di pedonalizzazione in città. Innanzitutto entrambi concordano nel ritenere che ogni area della città ha le sue peculiarità ed esigenze specifiche. Sicuramente in questo momento il centro della città necessita maggiore attenzione da questo punto di vista rispetto alle zone periferiche. Infatti le pedonalizzazioni potrebbero servire per valorizzare l’immenso patrimonio storico-artistico che si trova nel centro storico e accrescerne di conseguenza il potere di attrazione turistica. Degli interventi di pedonalizzazione potrebbero dunque essere attuati in maniera progressiva, partendo da alcune piazze, come piazza dei Vespri, da connettere tra loro attraverso la costituzione di percorsi pedonali, utili alla fruizione culturale all’interno dell’area. Molte delle piccole piazze sono inoltre occupate da auto di residenti e commercianti e dunque non sono funzionali al transito e utilizzo del centro da parte di cittadini di passaggio. I membri del CCN Piazza Marina si muovono da diverso tempo per promuovere una valorizzazione in questo senso del centro storico, con l’idea di farne una grande vetrina di attività commerciali ed eventi di potenziale interesse per investimenti anche della Regione, oltre che un punto di attrazione per turisti e cittadini. In generale i membri del consorzio sono dunque favorevoli agli interventi pedonali, purché venga comunque garantita l’accessibilità all’area da parte di turisti e cittadini.