Le nuove pedonalizzazioni non vadano a scapito delle attività esistenti

Immagine 4Fabio Schillaci dell’Associazione I Candelai svolge la sua attività di gestore di locale notturno da diverso tempo e quindi conosce molto bene aspetti positivi e negativi della vita in centro storico. Sicuramente uno degli aspetti che vanno affrontati per potere migliorare la qualità della vita al suo interno riguarda il rispetto delle regole sia per i commercianti che per i residenti. I primi dovrebbero attenersi alle norme di uso del suolo pubblico e di regolazione del volume della musica. I secondi dovrebbero considerare che la vita in centro ha sia pro e che contro. Come “pro” vi sono sicuramente la possibilità di spostarsi a piedi senza prendere l’auto, l’avere a disposizione piccoli negozietti di diverso tipo, la possibilità di sviluppare relazioni interpersonali più strette tra persone che vivono nella stessa area. Come “contro” il fatto che il centro storico è uno spazio di attrazione per tutta la città dove è normale che sia collocati punti d’interesse per la vita diurna e notturna dei cittadini.

Al momento la qualità della vita in quest’area è estremamente bassa perché le norme non vengono fatte rispettare, soprattutto per mancanza di adeguati controlli. Di certo non è facile fare rispettare le regole in una città che per diverso tempo ha vissuto in uno stato di anarchia, ma sicuramente si tratta di una necessità fondamentale se si vogliono cambiare le cose.

Per quanto riguarda lo specifico delle pedonalizzazioni queste andrebbero fatte cercando di non reprimere le realtà presenti nelle aree interessate (come attività commerciali, mercati o altro) ma tenedone conto e adottando le adeguate regolamentazioni. Ad esempio per quanto riguarda le aree in cui si trovano i locali notturni si potrebbero istituire delle pedonalizzazioni a fasce orarie, in cui determinate aree rimangono chiuse al traffico sono negli orari serali. Inoltre bisognerebbe tenere in considerazione che chisura al traffico non significa occupazione illimitata del suolo pubblico da parte dei locali. Bisogna infatti sempre considerare che lo spazio pubblico deve essere al servizio di tutti e quindi utilizzabile anche dal semplice cittadino in transito o anche da alti esercenti. Rispetto a questo tema Via dei Chiavettieri costituisce un esempio negativo. Lì infatti nel fine settimane è assolutamente impossibile anche soltanto passare a piedi. La creazione di spazi pubblici fruibili a tutti fa parte del normale processo di civilizzazione di una città ma è importante che la sua istituzione e regolamentazione venga progettata secondo criteri di ampio respiro e gestita adeguatamente nel tempo, cercando di adottare una logica non di repressione ma di risoluzione dei problemi.

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