Le ragioni della raccolta differenziata

foto munnizza vetroIntervista con Silvia Coscienza – Liberambiente 22/04/2014

Nell’ambito delle nostre attività di ricerca sul tema della raccolta differenziata in città abbiamo incontrato Silvia Coscienza dell’associazione Liberambiente. Liberambiente si occupa di promuovere la sostenibilità ambientale sul territorio siciliano.

Tra le sue iniziative più diffuse vi è quella degli ecopunti, ovvero luoghi di raccolta di materiali riciclabili. Gli abitanti di un territorio portano i loro rifiuti riciclabili e li scambiano con punti utili all’acquisto di beni di prima necessità. Al momento gli ecopunti si trovano in diversi comuni siciliani ma nessuno è presente sul territorio palermitano.

Silvia ci ha spiegato che il successo di queste strutture dipende dal fatto che questo tipo di raccolta permette il recupero di rifiuti di “prima fascia”, dunque di elevata qualità perché altamente differenziati, che vengono poi venduti al CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi. In questo modo si garantisce da un lato la sostenibilità economica degli ecopunti, e delle persone che ci lavorano, dall’altro la soddisfazione dei privati che portano i materiali, poiché risparmiano sulla spesa.

Secondo Silvia, la raccolta differenziata in sè non è così lontana dalle abitudini dei palermitani. Il difficile sta piuttosto nel differenziare correttamente i rifiuti, riconoscendo le caratteristiche e le modalità di differenziazione di tutti i materiali.

Rispetto alle modalità di attuazione della raccolta differenziata a Palermo Silvia ci spiega che il Comune di Palermo ha perseguito questo obiettivo attraverso il progetto “Palermo Differenzia”. Il progetto è stato concepito in due fasi, la prima di sperimentazione in un’area ristretta della città, e la seconda di estensione del servizio a un’area più vasta, traendo spunto dalle lezioni apprese durante la fase precedente.

Per l’attuazione della seconda fase il Dipartimento dell’Acuqa e dei Rifiuti della Regione Siciliana, presso il quale Silvia lavora, insieme con l’ATO aveva proposto un’insieme di microprogetti alternativi che prevedevano l’istituzione di ecopunti circoscrizionali, macchinette per il vuoto a rendere e la promozione del compostaggio domestico e di comunità. Il progetto però non è mai stato preso realmente in considerazione.

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Una nuova cultura per la gestione dei rifiuti a Palermo

DSC00936Intervista con Antonio Lo Bello – Comitato Fa’ La Cosa Giusta Sicilia

 

All’ing. Nino Lo Bello del Comitato Fà La Cosa Giusta Sicilia abbiamo chiesto di parlarci delle proposte del Comitato a proposito di una gestione dei rifiuti più efficace e di darci un parere sulla possibilità di rafforzare la raccolta differenziata a Palermo.

Secondo il nostro intervistato per estendere la raccolta differenziata a tutta la città è necessario che oltre ad un investimento nell’espansione del servizio si impieghino risorse in attività di informazione e coinvolgimento rivolte ai cittadini.

Perché la raccolta differenziata funzioni infatti è fondamentale promuovere la cultura del riciclo promuovendo una maggiore conoscenza del servizio e un cambio di abitudini nei cittadini. La raccolta differenziata dei rifiuti potrebbe inoltre diventare una fonte d’impiego per combattere la disoccupazione in città.

Per quanto riguarda le proposte che da tempo il Comitato promuove sul tema dei rifiuti , queste si articolano su tre fronti principali:

1) Ridurre la produzione di una quantità inferiore di rifiuti;

Se si usassero un numero minore di imballaggi si produrrebbero meno rifiuti da smaltire e dunque si ridurrebbero i costi della gestione dei rifiuti. Così ad esempio non sarebbe necessaria la costruzione della quarta vasca a Bellolampo;

2) Promuovere attività di raccolta dei rifiuti;

Ad esempio gli ecopunti di Liberambiente permettono la raccolta di rifiuti differenziati coinvolgendo i cittadini e dando loro in cambio dei punti sconto per la spesa. Anche in questo modo si riducono i costi di gestione dei rifiuti perché non è necessario pagare delle piattaforme che svolgano questo servizio;

3) Creare in ogni quartiere dei centri di raccolta della differenziata;

Questi potrebbero essere gestiti da 2-3 persone incaricate, in modo da sensibilizzare più facilmente i residenti di una determinata area e fare di questi luoghi dei punti di aggregazione a partire dai quali sviluppare relazioni di vicinato e comunità