ETM sulla raccolta differenziata: a breve l’instant report!

Il 26 Giugno 2014 si è svolto il quarto dei cinque  Town Meeting  organizzati da NEXT, CLAC, Easy e il Comune di Palermo. La tematica affrontata è stata “la raccolta differenziata dei rifiuti” e ha coinvolto circa 100 cittadini fra esperti … Continua a leggere

ULTIMA CHIAMATA per l’Electronic Town Meeting!

1410909_627042434005711_1078811665_oIl Comune di Palermo promuove un incontro di partecipazione sul tema della pedonalizzazione

Fino a giovedì 14 sarà ancora possibile iscriversi a partecipare per esprimere la propria posizione contattando l’associazione NEXT allo 091 22 59 71 oppure scrivendo a
etm@nuovenergie.org
L’iscrizione è gratuita e obbligatoria

Sabato 16 novembre dalle 09.30 alle 15.30 si terrà presso lo spazio Perriera dei Cantieri Culturali alla Zisa il primo dei cinque Town Meeting promossi dal Comune di Palermo per dialogare con i cittadini su temi strateigici per il presente e il futuro della città.

Un Electronic Town Meeting è , un Forum in grado di permettere l’interazione e la discussione, in contemporanea, di un grande numero di persone per affrontare temi di interesse pubblico e prendere posizione su politiche locali. Si inizia con il tema “caldo” della pedonalizzazione: perché, dove e soprattutto come limitare l’acceso delle auto in alcune zone della città e come favorire l’uso di mezzi alternativi.

Inoltre è già possibile iscriversi per partecipare al town meeting del 14 dicembre sulla riqualificazione della costa di Palermo

Passeggiata di quartiere alla Zisa per Fa la Cosa Giusta

Quando usciamo comincia quasi a fare buio. Siamo dentro ad un fortino dell’etica, ai Cantieri Culturali alla Zisa. La nostra passeggiata inizia da qui, dove, per un po’ di tempo a “fa la cosa giusta”, sono raccolti stili di vita ed abitudini responsabili. Aspettiamo per un po’ che ci raggiungano persone per camminare con noi, alla fine siamo solo in cinque: Davide Leone, Giuseppe Lo Bocchiaro, Lucia Pierro, Michele Scarpinato ed Enza Sorci. Questo manipolo di coraggiosi aveva un solo scopo esplorare i dintorni dei Cantieri Culturali alla Zisa. Eh già perché i “cantieri” sono effettivamente un’isola all’interno della città, un posto nel quale si va senza pensare che attorno c’è il quartiere Noce, la Zisa, la zona di via degli Emiri e senza curarsi del fatto che queste aree sono vicinissime ma anche separatissime.

Il giro che abbiamo fatto è stato un periplo dell’area dei cantieri uscendo da via Paolo Gili e rientrando da via Polito. È stata una buona occasione per parlare con chi abita il quartiere e per guardare le pratiche urbane che si svolgono attorno alla Zisa.

Innanzitutto un’osservazione: come in quasi tutta Palermo gli spazi per i pedoni sono insufficienti, male arredati e generalmente assediati dalle auto. Questa condizione è riscontrabile in tutte le aree del nostro percorso tranne che su Piazza Principe di Camporeale dove gli spazi per la pedonalità sono mal tenuti ma ci sono. Inoltre anche i nuovi progetti di riqualificazione come il nuovo giardino della Zisa, al di là di incerti esiti formali, non rappresentano occasioni di riconnessione, ma di ostacolo al movimento, perché sono delle isole che separano senza generare dei percorsi che ricuciono.

In relazione a ciò abbiamo chiesto ai cittadini un giudizio sulla mobilità pedonale. Tutti ci hanno risposto che la trovavano buona perché riuscivano ad arrivare nei posti.  La domanda è stata posta ad alcune madri che portavano i loro bimbi alla chiesa della Santissima Trinità, proprio a fianco del castello della Zisa, al custode della chiesa, ad un gruppo di ragazzi che portavano i loro cani al giardino della Zisa e ad un gruppo di anziani che giocava a carte nel cortile di una chiesa. Gli esiti delle interviste e la lontananza del giudizio dato dai cittadini rispetto alle condizioni materiali in cui versano le infrastrutture per i pedoni, mettono in evidenza una condizione di scarsa speranza nel cambiamento e di generale sudditanza rispetto alle politiche urbane che è tipica di una cittadinanza poco abituata a far valere i propri diritti, e anche a vederli. Ciò evidenzia anche quanto lavoro sia necessario per costruire un senso reale di cittadinanza, lavoro che passa anche attraverso il riallacciare un rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini che è uno degli scopi del percorso dell’ETM.

Al giardino della Zisa sorprende la grande quantità di cani e di padroni che si divertono nelle grandi aiuole. Alcuni di loro ci raccontano che prima avevano l’abitudine di far passeggiare i loro amici in via degli Emiri, ma che a causa della scarsa manutenzione sono costretti a portarli al giardino della Zisa. Ciò che colpisce è comunque la mancanza di connessione e l’abbondanza di cancelli chiusi non si può passare dal giardino della Zisa al Castello della Zisa, probabilmente per questioni legate ai biglietti d’ingresso ed al moltiplicarsi di enti gestori.

Di contro l’itinerario stesso scelto per la passeggiata ha messo in evidenza le possibilità offerte alla città dalla generazione di nuovi percorsi connettendo spazi pubblici esistenti. La recente apertura dei Cantieri sulla via Polito va proprio in questo senso ed è un segno tangibile della rivoluzione che deve avvenire a Palermo:

Passare da una città fatta di muri ad una fatta di varchi aperti.

Passare ad una città permeabile, dove ci si muove nei capillari minuti e non nelle grosse arterie.

Ballarò d’autunno – La pedonalizzazione/Percorsi Palermo –

Giovedì 24 ottobre nell’ambito della rassegna “Ballarò d’autunno” ETM Palermo ha partecipato alla conferenza dal titolo “La pedonalizzazione – Percorsi Palermo“ tenutasi a Palazzo Brunaccini.Image

L’incontro ha preso spunto dalle analisi ottenute dal progetto “Percorsi Palermo” (www.percorsi.neunoi.it), progetto proposto dall’associazione neu [nòi] spazio al lavoro e redatto dall’arch. Michelangelo Pavia che ha moderato il dibattito.

Dopo una breve introduzione in cui Piero Longo e Giovanni Renna di Italia Nostra hanno presentato la rassegna in corso e noi di Etm Palermo abbiamo raccontato il percorso partecipato in via di svolgimento, Michelangelo Pavia ha lanciato alcune questioni che vi riproponiamo qui di seguito, invitando voi lettori a dare una risposta:

1)La pedonalizzazione è uno strumento o un obiettivo?

2) Perché si accetta di camminare all’interno di un centro commerciale? Quali sono le differenze tra un centro storico e un centro commerciale?

3) A che velocità vorreste muovervi in città? Per fare 10km quale tempo di percorrenza è per voi accettabile?

4)Perché i residenti nel centro storico sono così pochi rispetto al potenziale abitativo? La pedonalizzazione può avere ripercussioni economiche positive nel ramo immobiliare?

5) Perché è importante il processo partecipato in ambito urbanistico?

 

Nel corso del dibattito è così emerso che sicuramente se parte di un progetto più ampio le pedonalizzazioni possono costituire un obiettivo, finalizzato al miglioramento della qualità della vita nel centro storico. Ad esempio per fare rinascere l’area come centro commerciale naturale o semplicemente per riuscire a riappropiarsi di questi spazi per viverli veramente come “spazio pubblico” dunque come luoghi di socialità aperti e fruibili da tutti e gestiti in base a regole di civile convivenza. Per fare ciò ovviamente sono necessari degli interventi di accompagnamento delle pedonalizzazione: dai più semplici come il posizionamento di panchine, ai più ampi e complessi come l’efficentamento del sistema di trasporo pubblico. Tutto ciò potrebbe contribuire dunque a rendere più vivibile il centro storico e dunque favorire il suo ripopolamento vista la sua capacità di ospitare fino a 100.000 residenti (a fronte di soli 23.000 attualmente insediati). Le pedonalizzazioni nel centro storico consentirebbero inoltre di fare acquisti in un ambiente più confortevole e piacevole (visto il patrimonio storico-artistico che lo caratterizza) visto che camminare in un centro commerciale chiuso viene ritenuto molto meno piacevole, oltre che comunque impegnativo in termini di distanze da percorrere a piedi. Le stesse distanze, se non inferiori, potrebbero essere percorse in città se si considera la presenza di parcheggi che comunque al momento sono poco utilizzati. Inoltre lo spostamento con mezzi alternativi (quali la bici) permetterebbe rispetto all’auto di diminuire i tempi di percorrenza e aumentare la velocità di spostamento.