Il verde pubblico, i servizi per l’infanzia e la mobilità per il nuovo PRG di Palermo

Giardini pubblici-01

I punti interrogativi nella mappa indicano situazioni di criticità rispetto all’uso di alcuni giardini pubblici: – la reale accessibilità e utilizzabilità dell’intera estensione della Favorita – l’attuale chiusura al pubblico del parco Cassarà – le difficoltà di ordine ambientale nella apertura del Parco di Acqua dei Corsari

Incontro con Vivian Celestino – ass. Wozlab

Con Vivian Celestino, del gruppo “Bambini misura di città”, abbiamo parlato del rapporto tra infanzia e territorio urbano, in vista della discussione sul Prg prevista per il 25 ottobre.

Per farci qualche esempio Vivian ci ha raccontato degli ultimi laboratori su Piazza Magione con le Terze e le Quarte dell’Istituto Comprensivo Ferrara di Palermo. Il lavoro svolto con le Terze ha riguardato la costruzione di uno schema del quartiere della scuola, procedendo con l’immaginare dei percorsi di mobilità, con la progettazione della segnaletica stradale (verticale e orizzontale) ed, infine, con attività creative di disegno, avente come soggetto la percezione degli studenti dell’ambiente. Le Quarte, invece, si sono occupate della progettazione di giochi da giardino, intesi non come i classici giochi semplicemente piantati  nel terreno, ma come se questi fossero parte integrante dello spazio verde.

Inoltre, i volontari del progetto hanno somministrato un questionario alle famiglie degli studenti, con il quale si cercava di indagare la loro percezione della qualità del territorio e la loro volontà ad impegnarsi per la vigilanza e la salvaguardia del quartiere. In realtà si tratta di un lavoro in progress, poiché verranno somministrati altri questionari e in seguito questi dovranno essere analizzati per ricavarne dei dati indicativi riguardo la tematica.

Guardando alla città nel suo insieme Vivian ci ha spiegato che in passato avevano cominciato a lavorare ad un piano per la mobilità dei bambini. L’idea era quella di coinvolgere non solo le scuole di Palermo, ma anche il Comune, dato che bisognerebbe integrare tale progetto col piano del traffico cittadino, e soprattutto con la collaborazione delle Circoscrizioni comunali.

Un’altra questione importante è quella della mancanza di spazi verdi attrezzati per i bambini e le famiglie. Infatti, Vivian ci ricorda che di recente sono stati tolti molti giochi da giardino ad esempio da Villa Trabia e Villa Sperlinga. Vi sono altri spazi verdi, come la Città dei Ragazzi, che sono poco accessibili e che hanno attrezzature poco funzionali. Forse l’unico parco che funziona veramente è il Parco Uditore.

Bisognerebbe avviare un discorso con l’amministrazione per fare una mappatura degli spazi verdi della città, ciò potrebbe essere utile ai cittadini, e in particolare alle famiglie, per orientarsi meglio nella propria città e per avere una visione d’insieme in grado di orientare un lavoro di ristrutturazione o di riorganizzazione degli spazi verdi.

Infine, sarebbe utile una mappatura degli asili nido della città per una loro riorganizzazione e un loro  riposizionamento: spesso vi è squilibrio nella loro distribuzione in città e nel numero di bambini iscritti spesso in esubero.

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Le aree agricole, i servizi e la mobilità per innescare nuovi processi virtuosi a Palermo.

Verde agricolo con strade-01Incontro con l’arch. Gaetano Brucoli

Gaetano Brucoli collabora da diverso tempo con varie realtà palermitane impegnate nell’intento di rendere la città più sostenibile. Abbiamo chiesto lui quali siano i temi più urgenti da trattare a proposito del percorso di revisione del nuovo piano regolatore.

La nostra conversazione ha toccato così tre ambiti principali: verde, servizi e mobilità.

Il primo punto che affrontiamo è dunque la tutela del verde. Sul territorio palermitano sono diverse le aree verdi agricole che vanno tutelate. La scelta su cosa e come tutelare queste aree dovrebbe inoltre partire da criteri di salvaguardia paesaggistica e idreogeologica. Tra queste bisognerebbe tenere in considerazione sicuramente il sistema dei fiumi che scendono dalla montagna (da Boccadifalco, Passo di Rigano, Mortillaro, etc.). Dovrebbero essere impedite le autorizzazioni di costruzione lungo questi corsi d’acqua, tra l’altro vietate dalla legge se a meno di 10 m di distanza. Dovrebbero essere previste e individuate dunque reti di aree verdi interconesse e collegate in modo armonico col sistema antropico.

La tutela e valorizzazione del verde tra l’altro potrebbe innescare  a catena vari processi virtuosi: maggiore verde riduce a quantità di Co2 nell’aria, dunque abbassa la temperatura e conseguentemente il consumo di energia (ad esempio impiegata dai condizionatori per raffreddare l’aria). Accorgimenti di questo tipo risultano inoltre particolarmente coerenti con la strategia Strategia 20-20-20 che promuove tra i suoi criteri guida città più intelligenti, sostenibili e inclusive.

Per quanto riguarda i servizi bisogna partire dalle scuole. Queste costituiscono luoghi di cittadinanza e socialità, pertanto ricoprono un ruolo fondamentale. Molto spesso invece non sono a norma, mancano di servizi fondamentali come ad esempio le strade di accesso. Nel percorso di revisione del prg andrebbero dunque rivisti questi spazi e laddove inadeguati dovrebbero essere previste misure di riqualificazione o in casi estremi di demolizione.

L’ultimo tema fondamentale è quello della mobilità, che dovrebbe essere riprogettata a partire dalle esigenze del pedone. Il sistema di trasporto pubblico dovrebbe favorire la tutela del verde e non danneggiarla come in alcuni casi è accaduto con la costruzione del tram. Anche i servizi dovrebbero essere distribuiti sul territorio in modo da favorire una mobilità più sostenibile ad esempio prevedendo un sistema multipolare piuttosto che la realizzazione di un unico centro direzionale. Particolare attenzione merita infine la circonvallazione che andrebbe riprogettata in modo da favorire i percorsi di spostamento urbani non solo delle auto. Un modello da seguire potrebbe essere la Gran Vìa di Barcellona che nonostante i suoi 13 km di lunghezza costituisce una delle vie più importanti e apprezzabili della città.

Le reti ecologiche urbane per il nuovo Piano Regolatore

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L’ing. Gianluigi Pirrera è membro dell’Aipin, associazione tecnico-scientifica con lo scopo di divulgare i metodi e le tecniche dell’ingegneria naturalistica.

A lui abbiamo chiesto quali indicazioni progettuali andrebbero seguite nel percorso di revisione del piano regolatore generale (prg).

L’ingegnere ha innanzitutto sottolineato l’importanza della redazione della Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e della Valutazione d’Incidenza Ambientale (VincA) come condizioni indispensabili per la prosecuzione del percorso di revisione. Si tratta infatti di strumenti di verifica progettuale forti che non possono essere ignorati.

Inoltre dal suo punto di vista la pianificazione della città dovrebbe seguire il criterio della costituzione di reti ecologiche urbane. Palermo è infatti dotata di un numero elevatissimo di Siti d’importanza comunitaria (Sic), Zone di protezione speciale (Zps) e riserve naturali che dovrebbero essere considerati come elementi da valorizzare per promuovere uno sviluppo armonioso del tessuto urbano e non come ostacoli alla progettazione del territorio.

Bisognerebbe dunque pianificare la città a partire dal verde, seguendo i principi del green planning e in particolare il criterio del recupero di naturalità. Palermo ad esempio  è una città d’acqua, non solo per il mare che la lambisce ma anche per i numerosi corsi d’acqua che scorrono nel sottosuolo.

Per procede in questo senso si potrebbe trarre spunto da alcuni esempi virtuosi in città. Ad esempio il caso del quartiere di Danisinni dove col supporto della popolazione locale si stanno sviluppando azioni di riqualificazione attraverso il recupero della naturalità propria di quast’area caratterizzata soprattutto dal corso del Papireto.

 

L’Electronic Town Meeting e il Piano Regolatore che verrà.

Logo ETM PRGSi ricomincia.

Giorno 25 ottobre si terrà il 5° ETM dedicato questa volta al nuovo piano regolatore di Palermo. In questo mese e mezzo vi terremo come di consueto informati con interviste, passeggiate di quartiere, incontri pubblici e riflessioni.

Con questo articolo iniziamo ad affrontare il racconto, e il commento, delle “Direttive Generali per la formazione del nuovo Piano”, documento approvato nel 2012 e di fondamentale importanza per lo strumento che guiderà tutte le trasformazioni e gli usi del suolo della Palermo di domani.

Per chi fosse poco informato o finora poco interessato ad argomenti del genere basta dire che essendo il piano regolatore la legge fondamentale di una città, sarà responsabilità di tutti noi fare in modo che questo venga pensato, disegnato, redatto al meglio, perchè, una volta approvato, ognuno di noi nella vita di tutti i giorni dovrà sbatterci la testa e fare i conti con esso, dai servizi che pretenderemo di avere, alle regole che dovremo seguire per costruire, ristrutturare, usare un luogo o uno spazio pubblico o privato.

Così come sottolineato nelle stesse direttive il cammino che porterà alla redazione del PRG dovrà essere un processo partecipato e condiviso da tutti gli attori della vita sociale della Città.

Gli obiettivi individuati nelle direttive sono:

CITTA’ METROPOLITANA:

– Disegnare una dimensione metropolitana rinnovata, in vista della nuova forma amministrativa di Città metropolitana, seguendo una logica di decentramento e di costruzione delle nuove Municipalità urbane e di delocalizzazione dei servizi attrattori di un’utenza sovracomunale;

RIGENERAZIONE URBANA:

– fare della Costa Sud un luogo di vitalità e un’occasione di attivazione di processi di rinascita (ciò che il Centro Storico è stato per la Palermo degli anni ‘90);

SERVIZI:

– aumentare la qualità e la quantità degli spazi pubblici, considerati come Bene Comune;

– rispondere alla domanda di residenza senza per questo causare nuova aggressione al territorio urbano o nuova espansione dei tessuti della Città compatta ma procedendo ad una grande operazione di manutenzione e/o riuso e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente;

– servizi adeguati per la prima infanzia e le famiglie, che si uniranno a servizi, spazi di socializzazione ed occasioni di cittadinanza attiva per gli anziani e i giovani;

– mettere a sistema le risorse naturali, culturali e del paesaggio storico (il Parco della Favorita e la riserva naturale del Monte Pellegrino, il paesaggio della Conca d’Oro, il parco dell’Oreto, i parchi e i giardini storici) e delle aree agricole;

MOBILITA’, TRASPORTI, COMMERCIO:

– realizzare un nuovo assetto della rete del trasporto pubblico, al fine di promuovere l’intermodalità, attraverso un’attenta valutazione degli aspetti pianificatori, tecnologici ed economici che consenta di selezionare le opere da prevedere nel Piano;

– razionalizzare le aree industriali, individuando le piattaforme logistiche urbane, e rafforzando le funzioni commerciali delle aree non più votate a finalità produttive;

CULTURA:

– realizzare un Museo Diffuso delle risorse culturali, un Nuovo Polo Congressuale, un Nuovo Centro Religioso interculturale, un Museo della Città o del Racconto urbano, una Casa delle Culture, una Scuola internazionale della Cultura , una Casa delle differenze, il Nuovo museo all’Ucciardone, il “Laboratorio” della Legalità, il “Laboratorio” delle Pari Opportunità, il “Laboratorio” permanente di Progettazione Partecipata della Città;

CITTA’ “INTELLIGENTE”:

– assecondare e rafforzare i processi di trasformazione in città digitale attraverso il modello della Smart City, a partire dalla riallocazione delle strutture direzionali, teso da un lato alla razionalizzazione delle strutture esistenti e dall’altro lato a nuove localizzazioni di funzioni produttive e dei servizi nei tessuti urbani che maggiormente ne appaiono sprovvisti.

Cosa ne pensate? Quali altri temi o ambiti o diritti del cittadino dovrebbero essere posti sotto attenzione? Parliamone