AMIA-RAP: i numeri e le ragioni della crisi

foto manganoIntervista ad Alberto Mangano – Commissione Urbanistica

Al consigliere comunale Alberto Mangano abbiamo chiesto di presentarci un quadro della situazione attuale a Palermo riguardo al tema dei rifiuti e della raccolta differenziata.

Secondo il nostro intervistato, per poter capire meglio la situazione attuale, è necessario fare un passo indietro. Molti si chiedono come mai oggi la RAP sia così in crisi. Quando ancora c’era l’Amia s.p.a., l’azienda era in salute; un dato del 2000 rivela che l’azienda chiuse il bilancio con 80 miliardi di lire in attivo. Oggi, invece, RAP ha 1 milione di euro di deficit al mese. È successo questo perché si è passati da un’azienda efficiente ad una poco funzionale con grosse difficoltà. Ad esempio molti mezzi sono ormai usurati, non più efficienti e difficili da riparare; Inoltre fino al ’99 Amia s.p.a. portava avanti progetti per l’installazione di impianti, come quello di selezione a Partanna (tuttora ancora non funzionante) e quello di compostaggio, che insieme avrebbero avuto la capacità di ridurre di più di 1/3 i rifiuti prodotti.

Nel 2001 col cambio di giunta si è passati dall’amministrazione di Capodicasa, che parlava di un piano per la raccolta differenziata, a quella di Cuffaro, che invece sosteneva l’utilizzo dell’inceneritore. Ciò ha determinato l’abbandono di tutti i progetti che l’Amia s.p.a. stava sostenendo.

Negli ultimi anni Amia s.p.a. non è stata gestita adeguatamente e il Comune non ha mai affrontato seriamente il problema se non per quanto riguarda l’aspetto dei suoi dipendenti. Amia s.p.a. prima contava circa 1500/1600 dipendenti, negli ultimi tempi invece ne contava circa 2500. L’aumento del personale e la riduzione del funzionamento in generale dell’azienda l’hanno portata al fallimento. Oggi, con RAP, abbiamo un’azienda con un nome diverso, ma il funzionamento è lo stesso. Il personale è poco gestibile e non viene comunque impiegato al massimo delle potenzialità, non ci sono mezzi adeguati.

Sarebbero necessari mezzi adeguati e personale professionalizzate, ma risulta importante anche la collaborazione del cittadino, che al momento però non vede i vantaggi nella raccolta differenziata.

Si dovrebbe giocare una doppia partita: da un lato, operare in favore dell’educazione civica, ovvero spiegare che la raccolta differenziata renderebbe più pulita la città; dall’altro lato operare sugli incentivi economici, poiché la raccolta differenziata aiuterebbe ad abbassare i costi delle materie prime, che si venderebbero ai consorzi per il riciclaggio, e quindi anche il cittadino pagherebbe meno tasse.

Riguardo al modello di raccolta differenziata attuale della nostra città, Alberto Mangano afferma che il porta a porta è un metodo utile, ma dovrebbe essere svolto meglio di così, poiché si deve rendere più responsabile il cittadino informandolo, magari incontrando a campione i cittadini per far capire loro il funzionamento e facendo loro notare i vantaggi che ne derivano.

Inoltre si dovrebbe allargare il porta a porta a tutta la città, come sostengono anche altre associazioni impegnate sul tema. Il personale a disposizione ci sarebbe e lo si potrebbe impiegare per completare questo processo.

In conclusione l’azione primaria da concretizzare è la continua informazione dei cittadini, poiché, la prima risorsa da valorizzare è il capitale umano. In generale ci vorrebbe una maggiore cultura del rispetto dell’ambiente, della salute e del risparmio. Il governo dovrebbe adottare misure di sanzioni e premi rivolti ai cittadini, ovvero più il cittadino inquina più paga, se fa uso della raccolta differenziata, paga meno tasse.

 

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