Zero rifiuti per un futuro migliore

foto zero wasteIntervista a Giusy Cicero e Salvatore Durante dell’Associazione Zero Waste

L’Associazione Zero Waste è notevolmente attiva sul territorio siciliano col fine di sensibilizzare in generale sul tema dei rifiuti, del riciclo e della raccolta differenziata. La filosofia è quella di risolvere i problemi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti a monte, abituando la cittadinanza a ridurre la produzione di rifiuti e conseguentemente diminuirne i costi di smaltimento.

Tra le prime battaglie portate avanti dai membri dell’associazione vi è l’approvazione del disegno di legge “Rifiuti Zero”, proposta nata dall’iniziativa popolare che ha acquisito evidenza nazionale.

In generale le finalità di tale disegno di legge si fondano su alcune linee direttrici, quali:

– far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse a disposizione; rispettare le direttive della Carta di Ottawa (1986);

– rafforzare la prevenzione delle malattie riconducibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti;

– assicurare l’informazione alle comunità in materia di ambiente e rifiuti; riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;

– far applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali.

Giusy Cicero e Salvatore Durante, rappresentanti dell’associazione, ci hanno aggiornato sulle ultime iniziative in corso. Attualmente Zero Waste Sicilia sta seguendo diverse campagne di informazione e sensibilizzazione.

Tra queste:

– “Compostiamoci bene”, per promuovere il compostaggio domestico;

– “Sotto i 100 chili”, che mira a diminuire la quantità di rifiuti destinati ai consorzi;

– “Sicilia riusa”, finalizzata alla creazione di una rete del riuso/riciclo nella regione Sicilia.

Rispetto alle politiche comunali in materia di rifiuti, i nostri interlocutori affermano di voler proporre dei metodi a basso costo e soprattutto a impatto zero. Ad esempio evitare il volantinaggio in città; costituire degli ecopunti per promuovere un riciclo dei rifiuti più autonomo all’interno di comunità/quartieri; la promozione dell’uso di compostiere domestiche; promuovere la pratica del “Green procurement”; la chiusura delle discariche abusive; l’importanza della formazione e informazione estesa di tutta la cittadinanza, la promozione di campagne “No usa e getta”.

Infine, promuovere alcune politiche come la riduzione dell’uso degli imballaggi, dei sacchetti per la spesa e delle bottiglie d’acqua, utilizzando magari i boccioni dell’acqua negli uffici.

Questi metodi dovrebbero essere non alternativi, ma aggiuntivi al metodo di raccolta differenziata porta a porta della città di Palermo. Questo dovrebbe essere esteso all’intera città, in questo modo si arriverebbe all’80% della raccolta differenziata e quindi del riciclaggio dei rifiuti.

In conclusione, rispetto al passato oggi c’è una maggiore presa di coscienza riguardo al tema dei rifiuti, anche se la situazione attuale, messa a confronto con gli anni Novanta, non è molto diversa, poiché non sono stati attuati degli interventi o delle politiche di svolta rispetto al tema. Accanto all’avvio di nuove politiche, sarebbe necessario un ruolo più attivo da parte dei cittadini, che dovrebbero sposare e condividere tutte le pratiche di riciclo e raccolta differenziata. Da parte loro  sarebbe necessaria maggiore sensibilità, ma anche un maggiore coinvolgimento e collaborazione nell’elaborazione di nuove politiche sui rifiuti.

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