Differenziata a Palermo: cosa ne pensa il WWF?

foto articolo wwfCon Pietro Ciulla e Angelo Palmieri del Wwf abbiamo ricostruito il quadro generale dell’attuale situazione dei rifiuti a Palermo.

Tra gli elementi più significativi vi è il fatto che solo una piccola parte della città fa la Raccolta Differenziata porta a porta; oggi la percentuale di raccolta è pari al 53%. In realtà essa è nettamente inferiore per cattiva qualità:  noi stimiamo che sia pari a circa il 30%.

Il resto della città è ancora servita, malamente, da cassonetti stradali; la quantità di rifiuti differenziati raccolti con questo sistema è inferiore al 10%.

Inoltre la quantità di rifiuti portati in discarica è pari a circa il 90%, essa non dovrebbe superare il 40%. La discarica di Bellolampo è satura da tempo e i tecnici fanno miracoli per tenerla aperta.

Infine il Comune, unico socio Rap, ha difficoltà a fare fronte alle esigenze finanziarie dell’Azienda. Nel complesso la situazione sembra essere a loro parere piuttosto critica e caratterizzata da un equilibrio precario dove ogni piccolo intoppo nel processo di smaltimento dei rifiuti puo’ generare la crisi dell’intero meccanismo.

Rispetto a tale situazione da tempo il Wwf si sta impegnando nel promuovere e far realizzare alcune proposte. Il particolare:

  • Il miglioramento della qualità della raccolta nelle zone servite dal porta a porta. Secondo i nostri interlocutori non bastano le azioni messe in atto dal Comune e dalla Rap. E’ indispensabile intensificare le azioni intraprese e migliorare l’informazione e la sensibilizzazione verso i cittadini: la Rap dovrebbe instaurare un rapporto continuo con i cittadini per sollecitarli ad un corretto comportamento e il Comune dovrebbe vigilare sul rispetto delle Norme previste nelle ordinanze multando i cittadini e/o gli amministratori di condominio inadempienti. Per esempio gli addetti al ritiro si dovrebbero rifiutare di ritirare contenitori non correttamente utilizzati e segnalare il fatto all’utente e ai vigili urbani;
  • La raccolta dell’organico: essa permette di raggiungere rapidamente significative percentuali di raccolta differenziata ed elimina la causa prima del percolato nelle discariche. E’ indispensabile dare priorità alla raccolta dell’organico se si vuole raggiungere al più presto un significativo valore di R.D. Palermo deve dotarsi in tempi brevi di un impianto di almeno 80.000 t. ulteriormente espandibile fino a 120.000 t. per rispondere all’esigenza di raggiungere almeno il 50% di R.D. effettiva (in pratica il 65% di raccolta differenziata) come richiede la direttiva UE 98/2008.
  • Abbandonare il progetto della raccolta di prossimità, che è pur sempre una raccolta fatta con cassonetti stradali. Questo metodo non permette di raggiungere l’obiettivo posto dalle leggi nazionali ed europee (almeno il 50% di materia raccolta separatamente). Si rompe il rapporto fra cittadino e azienda e l’area di conferimento viene percepita come una discarica. Il WWF ritiene che la raccolta di prossimità sia più costosa del porta a porta, nelle condizioni oggettive in cui versa la Rap e che sia estremamente difficile ipotizzare di raggiungere l’obiettivo previsto del 40% con tale tipo di raccolta;
  • Il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche sui rifiuti. La città non è stata mai ascoltata, né il Consiglio Comunale né la società civile. Eppure il problema coinvolge la generalità dei cittadini e le loro ataviche abitudini. Non si cambiano le abitudini consolidate senza il coinvolgimento dei cittadini.
  • L’organizzazione industriale di Rap: la gestione dei Rifiuti nel rispetto delle leggi nazionali ed europee, richiede una efficiente organizzazione industriale dell’azienda che ne ha la responsabilità: chiediamo che una solida organizzazione industriale dell’azienda diventi  un  obiettivo fondamentale: quindi capacità organizzativa efficiente efficace e flessibile in funzione delle diverse esigenze del territorio servito. Non si può saltare un turno di raccolta! Capacità organizzativa vuol dire staff efficiente ed operatori professionali.
  • Occorre una forte volontà della Politica e dell’Amministrazione nel perseguire gli obiettivi di servizio e di mantenimento degli equilibri economici, anche attraverso il monitoraggio del comportamento dei cittadini. Quindi bisogna mettere in atto sorveglianza continua e sanzioni per gli inadempienti.
  • Occorre una capillare informazione ai cittadini e un rapido intervento nelle situazioni anomale. Quindi campagne informative mirate per le singole attività messe in atto, non più pubblicità generica.Occorre anche un efficace e corretto appoggio da parte dei media per facilitare quello che è un vero e proprio cambiamento culturale.

In sintesi l’obiettivo che bisogna perseguire è una città che consideri i “rifiuti” una risorsa da coccolare e non pattume di cui disfarsi. Ormai molte realtà nel mondo e anche in Sicilia hanno adottato la strategia Rifiuti Zero, che non si pone l’obiettivo matematico della loro eliminazione, ma di ridurli drasticamente e di fare rivivere ad essi una seconda vita.

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