BE COOL, BE ECO, BE HAPPY.

Schermata 2014-06-07 a 15.23.53Nulla si crea, se nulla si ricicla: è questa la filosofia dei due artisti, Williams e Finucci, che hanno posto all’attenzione della comunità internazionale la tutela dell’oceano.

“Potrebbe sembrare da pazzi ciò che sto per dire”, è questo l’incipit di “Happy”, noto successo di Pharrel Williams.

Nelle vesti di stilista, l’eclettico Pharrel ha ideato una linea di abbigliamento realizzata soltanto con fibre ricavate da oggetti e materiali recuperati dagli oceani.

La passione per il mare lo ha spinto a investire nel c.d. Vortex Project, una campagna di sensibilizzazione che mira a trovare soluzioni alternative per il recupero delle tonnellate di plastica che si accumulano nei principali vortici oceanici.

I detriti marini fusi e triturati subiscono un processo di estrusione e successivamente vengono trasformati in filato, il cosiddetto Bionic® yarn.

Schermata 2014-06-07 a 15.24.01La fibra, disponibile in due versioni (dpx® e hlx®), permette di creare filati versatili idonei alle più svariate applicazioni, dall’arredamento all’abbigliamento. Il marchio Bionic è riuscito a conquistare brand come la Moncler e l’Adidas che ha già immesso sul mercato la collezione estiva 2014 “Adidas Originals for Pharrel Williams”.

La tecnica del riciclo dei detriti marini è una pratica di economia sostenibile.

Una società che ricicla, allo scopo di ridurre la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorsa, consente la diminuzione degli impatti ambientali e notevoli guadagni in termini di efficienza.

Una crescita eco-sostenibile impone la ricerca di mezzi che risolvano per un verso, il problema dell’approvvigionamento di materie prime (che, come è noto, non sono infinite e sono sempre più costose) e per altro verso, la diminuzione della quantità di rifiuti da parte del sistema industriale.

Il prodotto, già in fase di progettazione, deve essere considerato in termini dinamici, come se vivesse di vita propria. Non più un rifiuto alla fine della sua vita utile, ma qualcosa da riusare o riciclare.

Se tutte le aziende fossero capaci di attuare politiche eco-sostenibili, uno degli effetti fra gli altri, potrebbe essere quello di contrastare il fenomeno dell’emersione di isole di rifiuti nel mezzo degli oceani.

Schermata 2014-06-07 a 15.23.43Pharrel Williams non è l’unico artista che ha prestato il suo talento per contrastare il succitato disastro ambientale. L’11 aprile 2013 Maria Cristina Finucci, architetto e designer di mobili, ha fondato il Garbage Patch State, attraverso l’istallazione “Wasteland”, presso l’atrio dell’Unesco.

I rifiuti plastici, che ogni giorno finiscono in mare, vengono trasportati dalle correnti all’internodi cinque vortici, denominati gyres. Dentro ciascun vortice si accumulano quantità elevate di materiale plastico, definite proprio Garbage Patch.

La nazione che si estende per un territorio di oltre 16 milioni di chilometri quadrati è munita di costituzione, firmata il giorno dell’indipendenza, l’11 aprile 2013, presso Garbagia, la capitale dello stato.

Ma l’iniziativa artistica più suggestiva è l’invio di cartoline con la scritta “Greetings from the Garbage State”. Le immagini delle cartoline ricordano in maniera forte il life-motiv dell’opera, ovvero “Ciò che butti via, da qualche parte va a finire”. La nazione, infatti, è anche definita “Away State”.

Insomma, se nulla si ricicla, tutto si distrugge.

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