Le ragioni di un decentramento mancato.

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Incontro con i consiglieri della V Circoscrizione – Borgo Nuovo – Uditore Passo di Rigano – Noce – Zisa

 

Insieme ai consiglieri della V Circoscrizione si è riflettuto sullo stato di attuazione del decentramento in città, sui vincoli che ne impediscono un reale sviluppo e sui vantaggi che potrebbe avere sulle politiche di governo della città.

Tra gli interventi che si sono avvicendati alcuni hanno sottolineato il ruolo frenante svolto dal consiglio comunale rispetto all’attuazione di un reale decentramento. Nonostante lo stesso regolamento comunale preveda la cessione di deleghe alle circoscrizioni, nonché la gestione di un capitolato di spesa, di fatto nessuno di questi provvedimenti viene mai attuato.

Secondo alcuni dei presenti la ragione è la mancanza di una reale volontà politica e dello stato di “crisi” dei rapporti tra amministrazione comunale e circoscrizioni.

A questo proposito secondo alcuni dei presenti è importante distinguere tra un decentramento amministrativo, in parte già attuato e funzionante, e un decentramento politico, ancora da realizzare.

I consiglieri concordano inoltre che diverse sono le azioni che le circoscrizioni potrebbero svolgere per migliorare il governo del territorio:

 

– attraverso la concessione di deleghe “a costo zero” sarebbe possibile rispondere in maniera più diretta ad emergenze sul territorio;

 

– sarebbe possibile effettuare un controllo più diretto sugli interventi delle municipalizzate, di manutenzione, cantieri, etc. sul territorio della circoscrizione;

 

– si potrebbero svolgere attività di programmazione efficace (manutenzione strade, potatura, etc) in collaborazione coi vari assessorati, in modo da mettere a frutto le conoscenze approfondite che le circoscrizioni hanno del proprio territorio;

 

– con l’assegnazione di squadre di pronto intervento sarebbe possibile rispondere in modo più rapido ed efficace alle emergenze che si presentano di volta in volta.

 

Le proposte in merito al decentramento sono dunque diverse, ciò di cui c’è bisogno è una reale volontà di attuare un decentramento non solo amministrativo ma anche politico.

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Un pensiero su &Idquo;Le ragioni di un decentramento mancato.

  1. Le Circoscrizioni , quando nacquero … vennero salutate come l’opportunità di ulteriiore democrazia data al territorio , ma subito dopo in molte città vennero private sul nascere di strumenti realmente operativi , se poi andiamo a vedere alcune realtà del NORD come Torino ad esempio .. o della francia come i Municpi di parigi .. avremo l’esempio di che cosa si ipotizzava allora quando vennero alla luce le circoscrizioni . Il municipio sul territorio del quartiere che non poteva e doveva essere il solo certificato di nascita ma tutta una serie di servizi erogati alla collettività … da monitorare , sollecitare .contribuire a regolare meglio ecc. ecc.
    Oggi parliamo , come si dice , a babbo morto perchè in assenza di poteri decisonali le riunioni delle Circoscrizioni a volte vanno avanti tanto per avere il gettone di presenza ed è stato proprio quello .. . che ha contribuito a ingenerare confusione sui ruoli dei consiglieri di Circoscrizione .
    Un reale decentramento sarebbe stato il figlio di una reale democrazia partecipativa ma laddove questa partecipazione viene attuata in modo spontaneo perchè contribuisce ad abbellire ” il quartiere ove io abito ” , la realtà a volte amara invce è stata … l’invasione della politica grande del territorio .. e quindi tante bandierine da meyttere sulla piantina della città , tanto a te e tanto ame… e il ruolo della cittadinanza attiva siè trasferita come tutti sappiamo ad una Associazione che si è data questo niome ed opera ormai in tutta Italia , dalle scuole alle periferie urbane , all’emergenza dei rifiuti .
    Ecco io porrei solo quesda domanda ,m laddove il ruolo del cittadino ancora non è ben compreso arrivano i Partiti ad imporre il loro candidato perfino nelle Circoscrizioni e succede quel che tutti abbiamo sotto gli occhi nella città di palermo , la paralisi .
    A Torino il Sindaco Fassino ho saputo che ha tagliato un milione dal capitolo di bilancio per il finanziamento dei Consiglieri di Circoscrizone , ma quel milione lo ha tenuto in caldo per finanziare i vari progetti sociali delle periferie , scaturiti dalle Circoscrizioni .
    Ecco a Palermo dobbiamo cercare di studiare di più e mettere in pratica gli esempi migliori di “democrazia partecipata” che ci vengono da altre parti d’Italia e finirla una volta buona di pensare a sedere in Consiglio solo per guadagnare quei pochi centesimi di Euro pur di non fare nulla .!

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