Rigenerare Sferracavallo (2). Ne continuiamo a parlare.

Immagine 1Avevamo già affrontato il il tema della riqualificazione di Sferracavallo riportando le riflessioni manifestate nel focus group di giorno 10 dicembre 2013. Ne continuiamo a parlare, attraverso l’intervista che abbiamo fatto ai mebri del Comitato cittadino “Il mare di Sferracavallo”, comitato che nasce per la pedonalizzazione e la salvaguardia del territorio della borgata.

Tra le prime riflessioni sono emerse le differenze rispetto ad altri tratti della costa palermitana:

“Il nostro territorio, il nostro mare, a differenza della costa sud ha un altro problema. Noi stiamo cercando di proteggere il nostro mare. La costa sud purtroppo ha avuto il mare distrutto da anni di incuria, di scempi, quindi loro hanno bisogno di costruirlo, cioè renderlo fruibile ai cittadini. Noi ci siamo mossi, da un anno a venire, per quale motivo? Perché abbiamo saputo che qualcuno aveva progettato di scaricare nelle nostre acque le acque reflue del depuratore che si trova a cinque km da Sferracavallo. Ma le nostre acque sono protette, appartengono tutte quante all’area marina protetta di Capo Gallo – Isola delle femmine, che è anche un sito d’interesse comunitario. Quando l’abbiamo saputo chiaramente ci siamo arrabbiati: perché vogliono rovinare l’unico tratto di mare, di Palermo, che ancora è integro? C’è la riserva marina di Capo Gallo che è meravigliosa. Forse nessuna città in Italia ha due riserve, una di mare ed una di terra all’interno della città.”

Tra i principali problemi della borgata messi in evidenza dal comitato è stato messo in evidenza quello dello scarico a mare delle acque reflue del depuratore questione a partire dalla quale si è costituito il comitato:

“Noi siamo già penalizzati perché abbiamo un impianto fognario obsoleto che scarica in mare, in piena riserva quindi anche usando un “pennello” che è fatiscente, obsoleto, questo scarica in mare le acque nere di diecimila abitanti. Questo “pennello” per fortuna deve essere tolto perché è già previsto un progetto che in qualche modo lo elimina con l’ausilio di una pompa di sollevamento che porterebbe a monte della borgata i liquami stessi. Quando abbiamo saputo che la Provincia di Palermo aveva progettato di scaricare in mare le acque reflue di “centomila e passa” persone ci siamo messi subito in movimento. Abbiamo costituito il Comitato cittadino “il mare di Sferracavallo” ed in qualche modo abbiamo fatto tanto di quel chiasso al punto che il Sindaco Orlando si è interessato alla nostra causa, ci ha ascoltato e si è espresso attraverso anche un atto deliberativo, dicendo appunto che a Sferracavallo non può scaricare questa fognatura in quanto il mare è prezioso. E infatti ha bloccato, seppur temporanemente, il progetto, in attesa di trovare un’alternativa in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. E quindi è in atto, attualmente, uno studio per trovare una soluzione. Contemporaneamente sembra che questo progetto, che toglie l’attuale “pennello”,sia in corso di realizzazione: ci sono già delle richieste di esprorprio temporaneo per studiare un passaggio di questi canali in grado di riportare indietro le acque nere. E poi chiuderà anche il canale che viene da Tommaso Natale, dalla Marinella, e quindi in qualche modo, sembra, e siamo contenti, che qualcosa stia cambiando.”

Tra gli altri aspetti critici relativi alla qualità della vita nella borgata vi sono poi la pulizia, l’ordine pubblico e il controllo:

“Ci sono tante cose che devono essere salvaguardate, dobbiamo assolutamente difendere questo tratto di mare che è rimasto l’unico ancora, come dire quasi inviolato, quasi. Comunque è assurdo rovinare l’unico tratto di mare e noi non lo permetteremo mai. Sferracavallo è conosciuta per l’aspetto gastronomico. Ci sono tutte queste trattorie che portano benessere, portano lavoro, portano sviluppo però creano tanta immondizia, tanti rifiuti, tanto disordine e soprattutto se il tutto non è supportato da un controllo da parte del Comune. Noi vogliamo assolutamente che queste trattorie lavorino ma in modo regolamentato, prestando attenzione al traffico, al parcheggio, la pulizia, il rispetto delle regole …”

Un’ultima questione che sta molto a cuore al Comitato è l’abbattimento dell’ecomostro che si trova sul porticciolo:

“E’ una vecchia struttura che era stata realizzata per il soccorso in mare. Quando ci sono stati gli incidenti aerei tra gli anni  settanta e ottanta quindi stiamo parlando del fatto che è stato costruito trent’anni fa, e mai utilizzata. Quando l’hanno completato c’era tutto: porte, motori, le pompe dell’acqua, finestre. Era pronto per essere utilizzato soltanto che c’era qualche cosa che non andava, entrava il mare da sotto … Una volta che è stato abbandonato e quindi mai utilizzato, è entrato il primo vandalo, ha rotto la porta, e hanno fatto scempio. Hanno distrutto un tratto di scogli che era meraviglioso, che da piccoli usavamo per fare i tuffi.  Siamo andati a parlare con l’ammiraglio, che è stato gentilissimo, ci ha ricevuto e ci ha detto di essere favorevole all’abbattimento. Perché per ristrutturarlo, se si potesse ristrutturare un eco-mostro del genere, occorrerebbero non meno di cinquecentomila euro”.

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Un pensiero su &Idquo;Rigenerare Sferracavallo (2). Ne continuiamo a parlare.

  1. Il Mare Di Sferracavallo Beh adesso la situazione è peggiorata. Se avessimo saputo di quest’ulteriore delibera che attiverebbe il progetto che prevede lo scarico delle acque meteoriche di mezza Palermo in piena Riserva marina, avremmo impostato l’intervento in altro modo. Abbiamo il fondato sospetto che il comune stia lavorando di nascosto per scaricare nell’area marina protetta sia i reflui che le acque meteoriche. Paventiamo che … piuttosto che l’adeguamento del Mare di Palermo sud allo stato del di quello di Palermo Nord (cioè un Mare fruibile e pulito), ci sia in atto la funesta trasformazione del nostro Mare in una brodaglia senza vita e non più balneabile.

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