Come riqualificare il porto di Sant’Erasmo (e la città)

Intervista all’avvocato Carlo Pezzino Rao – Comitato per il recupero della costa palermitana – 2° parte (Qui potete leggere la prima parte)

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R: Secondo il comitato come andrebbe riqualificato il porto di Sant’Erasmo?

I: Come sicuramente saprà, c’era stata anni fa una notizia sul giornale: “Sant’Erasmo sarà trasformato in porto turistico”. E tutti di primo acchito pensarono “ il porto turistico, che cosa graziosa”. Non è assolutamente così perché purtroppo spessissimo, capita che dietro un apparente intervento positivo c’è, invece, il disastro. Dunque dobbiamo cominciare, però, dall’inizio di questa storia: l’idea viene all’autorità portuale. L’autorità portuale gestisce tutti i porticcioli pescherecci e pseudo turistici. Dico pseudoturistici perché Palermo non ha porticcioli turistici. Il porticciolo turistico è il porticciolo riservato ai turisti. Qui esistono esclusivamente rimessaggi, porticcioli di rimessaggio per i locali che, teoricamente, sono al servizio anche dei turisti. Però, il turista che arriva con la sua barca, rarissimamente può attraccare perché sono già tutti riempiti dai residenti. Infatti tutti i turisti vanno ad un porto verso Messina,che è grandissimo e turistico realmente. Qui porticcioli turistici non esistono. Di porticcioli comunque, pur rimessaggi per residenti, e/o pescherecci ne abbiamo: porticciolo di Vergine Maria e poi quelli che gestisce illeggittimamente l’autorità portuale all’ Acqua Santa, Arenella, Cala e Sant’Erasmo… che vorrebbe gestire, ma glielo abbiamo impedito…

R: Mentre Mondello…

I: No, Mondello è comunale, Sferracavallo pure, Vergine Maria pure.

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I: Tornando a Sant’Erasmo, lì ci sono cose di estrema gravità. L’autorità portuale per costruirlo aveva organizzato con l’assessore al turismo del tempo un accordo per cui l’autorità portuale attingeva a fondi europei. Andando a guardare la legge, questi fondi si sarebbero potuti utilizzare esclusivamente per la riqualificazione, il completamento e la funzionalizzazione di porti turistici esistenti. Ma essendo Sant’Erasmo in realtà non porto turistico, ma porto peschereccio di pesca minuta, non si poteva fare niente, da parte di nessuno. Invece, con atto di sopraffazione e contro legge si sarebbe voluta realizzare questa ipotesi di mega porto, sempre rimessaggio pseudo turistico. E ai turisti sarebbe stato riservato il 10% su 300 posti barca, quindi una cosa minima. Sant’Erasmo non potrebbe mai essere adibito a porto turistico neppure da parte del comune, perché per farlo occorre una procedura lunghissima che può fare soltanto il Ministero alle Infrastrutture. Quindi è un ipotesi attuabile solo passando dall’approvazione della trasformazione da parte del Ministero. Quindi da tanti punti di vista né l’autorità portuale né il comune potrebbero fare un porto turistico là.

R: Dunque di chi è la competenza dei porticcioli turistici?

I: La legge non consente che l’autorità portuale gestisca porticcioli turistici e pescherecci e prevede che l’autorità portuale gestisca nel porto di competenza, esclusivamente traffico merci e passeggeri, stop. Non può fare altro. In tutta Italia, tutte le autorità portuali gestiscono esclusivamente traffico merci e passeggeri.

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R: Quindi l’unico porto su cui l’autorità  portuale ha legittimità è il porto grande di Palermo…

I: Si, ma è avvenuto che, ad un certo momento, l’autorità portuale, già negli anni ’90, si è impossessata della gestione di tutti questi porticcioli che rientravano nella sua perimetrazione. La perimetrazione dell’autorità portuale va da via della Leva, quindi Arenella, sino a sant’Erasmo. Ma la perimetrazione era sbagliata, era fatta di proposito in modo tale che si cadesse nell’equivoco, perché anche se la perimetrazione comprende questi porticcioli, è come se fossero corpi estranei, una cosa di altri che è lì ma non le appartiene. Ma nel ’95 Orlando, che conosce la legge, fece un ricorso che si chiama gerarchico, un tipo di contenzioso che s’instaura tra due istituzioni, affinché venisse riconosciuta o meglio confermata con decreto del Presidente della Repubblica la competenza sui porticcioli turistici e pescherecci, o pseudo turistici esclusivamente al Comune. Purtroppo passano ben dieci anni. Soltanto nel 2005, finalmente viene emesso il decreto da parte del Presidente della Repubblica che, su parere vincolante del consiglio di Stato, afferma che i porticcioli turistici e  pescherecci sono di esclusiva competenza delle regioni. Una competenza, in realtà, regionale; e per la regione vengono però poi gestiti dai comuni di appartenenza. C’è stata, quindi, si dice in termini giuridici, un’interpretazione autentica della legge ed è stato ribadito il principio. A questo punto, Orlando, però non viene più rieletto e subentra Cammarata. Indipendentemente da tutto ciò, l’autorità portuale doveva immediatamente restituire tutto al Comune e il Comune richiederlo all’autorità portuale. Invece non è successo nulla e, con un illecito accordo, tra l’autorità portuale e Cammarata, l’autorità portuale ha continuato a gestire i porticcioli. La prima conseguenza è che dal 1995, quantomeno, perché di allora è il decreto, il Comune ha subito un danno erariale enorme, perché tutte le concessioni, il loro ricavato è andato all’autorità portuale invece che al Comune. Il Comune avrebbe ogni anno guadagnato, hanno fatto un conto, per carità me lo hanno detto ma non so quanto sia giusto, dicevano sul milione di euro. Ma facciamo conto anche che siano 500 mila euro…ci rendiamo conto il Comune di Palermo, nelle condizioni in cui è, cosa significherebbe anche una piccola somma in più ogni anno?

A seguito di tutto questo, poi, noi nel 2006 presentammo una denuncia alla Procura della Repubblica per vari reati ipotizzati, fra cui omissione di atti d’ufficio, abuso d’ufficio e tanti altri. A seguito di questa denuncia, la prima archiviazione. Allora si impugna l’archiviazione e il Giudice rimanda tutto alla Procura per una nuova indagine. Si fanno nuove indagini, e la Procura archivia nuovamente una seconda volta, in modo scandaloso. Nuova opposizione all’archiviazione e nuovo rinvio da parte del Gip. A questo punto io, sempre in delegazione, mi presento dall’attuale Procuratore della Repubblica presentandogli i fatti; cambia il Sostituto Procuratore. Finalmente le indagini si stanno espletando in un altro modo e si arriverà comunque ad una conclusione che qualunque sia, non è agganciata alle conclusioni precedenti. Non è stato ancora chiuso il caso dal punto di vista giuridico.

R: E adesso la situazione qual è?

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I: Attendiamo l’esito penale della questione, abbiamo chiesto all’Amministrazione di riacquisire la competenza di fatto dei vari porticcioli della costa, perché quella giuridica già c’è, per diritto, e  di cominciare la riqualificazione della costa, eliminando la discarica perché i tempi sono maturi per muoversi. E allora il 9 Ottobre del 2012 abbiamo fatto richiesta di recupero della costa cittadina dal porticciolo di Sant’Erasmo alla foce del fiume Oreto, come primo intervento, per poi proseguire fino ad arrivare ad Acqua dei Corsari. Noi abbiamo proposto che la riqualificazione avvenga in modo coerente così come prevede già l’attuale piano regolatore, con un giardino sul mare. Sarebbe meraviglioso, immagina la discarica che diventa giardino con un sentiero che si può percorrere a piedi naturalmente, da Sant’Erasmo sino ad Acqua dei Corsari!

Sarebbe una passeggiata naturalistica stupenda.

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