I palermitani scoprono il mare e non lo lasciano (quasi) più

Questo è il secondo di quattro articoli con i quali proveremo a richiamare con grande sintesi i passaggi storici fondamentali della trasformazione della costa palermitana.

Archeologia di una costa che non c’è più-2° parte

Le nuove concezioni igienico-sanitarie ottocentesche, figlie di una cultura illuminista che aveva messo in crisi tradizioni e certezze del passato, costituirono la cornice di quello che sarebbe diventato il fenomeno balneare che vide nei cicli termali e nei bagni di acqua marina i primi innovativi rimedi naturali contro determinate patologie.

L’esperienza balneare palermitana fu, agli inizi, una prerogativa dell’aristocrazia, con il bagno della regina, il luogo prediletto dalla regina Maria Carolina presso la casina fatta costruire nella Riserva Reale dell’Arenella.

Questi primi esempi diedero vita, a Palermo come altrove, agli inizi dell’Ottocento ad una forte rivoluzione di costume, che abbandonava l’idea del mare quale nemico da cui difendersi, e che vide collocare sulla costa strutture per le nuove discipline mediche (idroterapia, talassoterapia) e le prime strutture per la balneazione.

Dei primi decenni dell’Ottocento sono infatti alcune ordinanze prefettizie per regolare l’uso dei bagni di mare, regolamenti dedicati in special modo alla tutela della pubblica decenza. In un primo momento era proibito ad esempio fare il bagno lungo la passeggiata della Marina, per tutelare i frequentatori della strada Colonna che a partire dal ‘700 era diventata meta delle passeggiate serali estive dei palermitani.

È comunque a partire dalla seconda metà dell’Ottocento che l’amministrazione palermitana si preoccupa in maniera più diretta dei bagni pubblici e delle operazioni di bonifica della costa, con vari progetti per la realizzazione di uno stabilimento balneare pubblico, che solo agli inizi del ‘900 cominciò a concretizzarsi quando una società a capitale straniero chiese la concessione del pantano di Mondello.

Nel frattempo le iniziative private avevano avuto modo di dar vita ad una vera e propria industria balneare cittadina che al 1875 annovera gli stabilimenti di Sant’Erasmo, quello della Colonnella (Romagnolo), del Sammuzzo (Piazza 13 vittime), di Santa Lucia (Borgo Vecchio) e dell’Acquasanta.

Rispetto a questi, già agli inizi del ‘900 il numero degli stabilimenti si è notevolmente accresciuto: sulla costa sud, in località Romagnolo prendono posto gli stabilimenti Mustazzola, Virzì, lo Stabilimento bagni per i militari, il Lido Delizia della famiglia Petrucci e, alla Colonnella, lo Stabilimento balneare marino Risorgimento. Una guida alla città di Palermo del 1902 aggiungeva gli stabilimenti di mare dei Fratelli Petrucci in via Romagnolo, lo stabilimento di Emilio Pirandello e lo stabilimento di Paolo Virzì, sempre a Romagnolo. Più vicino alla foce dell’Oreto era lo Stand Florio (o locanda del tiro al piccione) e il lido Florio. Al Foro Italico, di fronte alla Villa Giulia è presente lo stabilimento dei fratelli Carini; altri stabilimenti sono presenti presso il Castello a mare e, più avanti, presso la spiaggia del Sammuzzo (fratelli Carini), al Borgo (fratelli Messina e Porcasi). Presso l’Acquasanta, l’Arenella, Mondello e Sferracavallo erano presenti altrettante strutture balneari.

L’arricchimento e l’accrescimento di tali strutture ebbe il suo picco negli anni ’30 quando la città borghese insediò sulla costa sud nuove strutture per sopperire a quelle venute a mancare a causa della costruzione delle nuove strutture portuali, e continuando a realizzare da nord a sud, accanto agli stabilimenti balneari, rinomati ristoranti, colonie estive per bambini, strutture sanitarie elioterapiche ed assistenziali come l’Ospedale Buccheri La Ferla, il solarium “Vittorio Emanuele III”, i Bagni Pandolfo, la stessa Villa Igiea nata come sanatorio e l’Ospizio Marino.

Per un approfondimento:

Chirco A., Lo Dico D. (2007), In tempo di bagni. Stabilimenti balneari e circoli nautici a Palermo, Kalòs, Palermo

De Seta C., Di Mauro L. (1981), Palermo, Laterza, Bari

Inzerillo S.M. (1984), Urbanistica e società negli ultimi duecento anni a Palermo, Istituto di urbanistica e pianificazione, Palermo

Lima A.I. (1997), Palermo. Struttura e dinamiche, Testo e immagine, Torino

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