Ripartire dall’antico porto della Cala per recuperare il rapporto con il mare

Immagine 1Giovedì 13 dicembre 2013 si è svolto presso la Libreria del Mare di via Cala un focus group con cittadini residenti e non, lavoratori del mare ed esperti sul tema della valorizzazione della Cala e del Foro Italico.

Il primo tema emerso ha riguardato la dicotomia esistente tra la vita che si svolge “a terra” e quella che si svolge “a mare”. I lavori di riqualificazione che hanno interessato l’area negli ultimi anni sono infatti stati molto utili per creare delle passeggiate fruibili per i cittadini ma poco efficaci per chi invece lavora o svolge attività nel porto. Ad esempio non sono stati creati dei parcheggi che permettano di accedere con facilità all’area, né è stata effettuata una bonifica delle acque che permetta di svolgere attività nautiche. Quest’ultimo aspetto è disincentivato anche dall’assenza di scivoli per cui è impensabile ad centri sportivi come ad esempio una scuola di vela. Dunque per fruire del mare è sempre necessario recarsi a Mondello.

Un altro grave problema sollevato dai partecipanti riguarda la strada a scorrimento veloce che costeggia il lungomare e ormai diventata asse viario rilevante. Questa viene utilizzato come se fosse un’autostrada, rendendo difficile l’attraversamento pedonale e creando una cesura tra mare e città. L’area è caratterizzata infatti da alti livelli di traffico, dovuti anche al grande afflusso di passeggeri provenienti dalle navi crociera.

Secondo i partecipanti lo sviluppo del porto della Cala oltre a essere insufficiente per via degli interventi passati presenta delle carenze per caratteristiche morfologiche di questo tratto di costa: la presenza di rilievi montuosi inibisce inevitabilmente l’espansione delle attività di terra legate al porto. La presenza di numerosi vincoli ambientali, insieme alle lungaggini burocratiche costituiscono poi un ulteriore ostacolo all’incentivo di investimenti privati.

Tra le questioni sollevate vi è inoltre quella relativa al Piano regolatore portuale che prevede alcuni futuri interventi sulla Cala ma che non è mai stato dicusso con i cittadini (contrariamente alle consuete procedure di approvazione).

Nella seconda parte del focus group dall’analisi delle criticità si è passati alla discussione di possibili proposte per il miglioramento della fruibilità della Cala e del Foro Italico. Innanzitutto si dovrebbero valorizzare maggiormente le attività legate al mare, considerando eventuali collegamenti e sinergie con attività di terra (bar, luoghi di intrattenimento, passeggiate sul lungomare).

Sarebbe inoltre necessario valorizzare e aprire alla fruizione (laddove non sia già così) o destinare a nuova fruizione alcuni punti di interesse lungo questo tratto di costa: il Castello a mare, la passeggiata dell cattive, il mercato ittico:

– sicuramente nel breve periodo potrebbero essere realizzati degli interventi “leggeri” a basso costo ma di notevole impatto come il miglioramento di alcuni attraversamenti pedonali, la razionalizzazione e sistemazione delle piste ciclabili lungo la costa, etc. che potrebbero migliorare la percorribilità di quest’area;

-nel lungo periodo si potrebbe invece pensare ad interventi strutturali più importanti.

(Ri)apriamo il parco di Acqua dei Corsari

Immagine 1Incontro con Antony Passalacqua, membro del Comitato Riapriamo Acqua dei Corsari

Passalacqua ci ha spiegato che il Comitato Riapriamo Acqua dei Corsari si è costituito nel 2011 per denunciare la chiusura al pubblico e la situazione di abbandono in cui versa il Parco di Acqua dei Corsari, situato nella costa Sud.

Il parco è costato al Comune 4 milioni di euro, i lavori sono stati regolarmente consegnati nel 2009, anno di fine dei lavori, ma l’amministrazione comunale non ha incaricato mai nessuno della vigilanza o della manutenzione.

Il Comitato ha cercato di portare all’attenzione dell’amministrazione e dei cittadini questa situazione attraverso iniziative di vario tipo: sit-in, pedalate lungo il parco, pic-nic. Le iniziative, alcune delle quali organizzate anche col sostegno di altre associazioni palermitane quali Palermo Ciclabile, Associazione Parco Uditore, Mobilita Palermo, hanno avuto l’obiettivo di far conoscere alla città i luoghi e le possibilità che il parco offre.

A seguito della riunione di un tavolo tecnico con Comune, Regione e associazioni interessate si è stabilita la necessità di rifare le analisi del terreno dell’area per verificare la presenza o no di agenti inquinanti che potrebbero rendere impossibile la riapertura del parco.

A conclusione della nostra chiacchierata Antony ha inoltre aggiunto che per aprire al pubblico la fruizione del parco oltre all’analisi del suolo è necessario anche: installare delle torri faro per illuminare il parco, risistemare l’impianto d’irrigazione del parco, mettere in sicurezza l’area, affidare la gestione del parco ad eventuali associazioni interessate, inserire dei percorsi a piedi e in bicicletta e una rassegna di eventi che incentivi i cittadini a riappropriarsi dell’area.

 

Piazza Fonderia, Cassaro e Piazza Marina: cosa è emerso dalla passeggiata di quartiere

Giorno 17 dicembre abbiamo compiuto una passeggiata di quartiere presso piazza Fonderia, il Cassaro e piazza Marina, incontrando e intervistando gli abitanti e promuovendo la partecipazione al town meeting di giorno 25 gennaio 2014.

Vi invitiamo a scorrere la mappa sottostante che riporta il nostro percorso e illustra puntalmente le questioni sollevate dai partecipanti e dai palermitani intervistati lungo il nostro spostamento.

In generale però si possono estrarre alcuni temi chiave:

1) la riqualificazione di piazza Fonderia e la passeggiata alla Cala hanno cambiato il volto di questa parte di città. Tuttavia la presenza ingombrante (e inquinante) del traffico che occupa le 4 corsie della strada che percorre la Cala, rischia di vanificare gli sforzi per una qualità urbana più alta

2) mentre i porticcioli storici vengono potenziati per accogliere un turismo d’elite poco viene fatto per un utilizzo del mare da parte di fasce economiche più basse di cittadini. In particolare C.L., commerciante di piazza Marina, ci ha parlato di un progetto che riguardava la Cala e il mare davanti a Porta Felice per un porticciolo “dei poveri” da affiancare ai “porti dei ricchi”.

3) E’ sentito come necessario un intervento di riqualificazione del porto storico di Sant’Erasmo. In tal senso L.D., commerciante di piazza Marina vede una riqualificazione di Sant’Erasmo come la naturale continuazione di ciò che è stato fatto alla Cala.

(foto di Elisabetta Costantino)

Quanto è inquinata la costa sud di Palermo?

RIDIM bandita DOPOIntervista ad Eugenio Cottone – Ordine dei Chimici italiani

R: Quali sono le principali problematiche della Costa Sud?

I: Vi sono 4 ordini di fattori che attualmente impediscono lo sviluppo di questo tratto di costa:

1)C’è un problema di qualità sostanziale del suolo;

2) Un secondo problema è legato alla mancata attuazione del collegamento delle reti fognarie, dovuta alle costruzioni abusive, semi-abusive e alla crescita non organizzata del sistema fognario per cui numerosi scarichi sboccano direttamente in mare. Tutt’oggi il Comune dovrebbe chiudere questi scarichi fognari, intercettarli e chiuderli in quanto in realtà quella zona di Palermo è servita dal sistema di depurazione.

3) Inoltre c’è il problema del fiume Oreto per cui era previsto il risanamento e la sua rinaturalizzazione e questo non è stato fatto. Credo che il programma di risanamento e il relativo finanziamento sia del 1996, ma poi non è stato realizzato. C’è anche il problema che sul fiume Oreto scarica una frazione di acque provenienti da Monreale, scaricano non depurate.

4) L’ultimo problema abbastanza rilevante che ha impedito di guardare a questa costa sotto il profilo turistico e di utilizzazione erano le vecchie previsioni di sviluppo del sistema portuale di Palermo. Si pensava infatti che il sistema portuale di Palermo si doveva espandere in quella zona; e quindi la zona, diventando zona portuale, sarebbe stata in ogni caso, per norma, interdetta alla balneabilità. Questi sono gli elementi che hanno pesato sul recupero della zona.

R: Data la situazione quali sono i principali interventi che andrebbero affrontati per dare nuova vitalità a questo tratto di costa?

I: Allo stato attuale gli interventi da affrontare sono: la rigenerazione del suolo, che significa renderlo nuovamente fruibile, e la definizione di un’idea chiara di sviluppo per la costa. Qual è il modello che si vuole realizzare? Bisogna dunque tenere conto di:

1) un’analisi ambientale startegica e dunque l’analisi dei vincoli ambientali, ad esempio l’ecosistema del fiume Oreto, che possono rendere inefficace tutto un progetto;

2) Le possibilità di rinaturalizzazione della spiaggia attualmente fortemente compromessa. Bisogna poi capire se si vuole agire solo sul piano ambientale o se si vuole progettare un piano complessivo di sviluppo che è una questione diversa in cui la componente ambientale è fondamentale però ha a contorno tutti gli atri elementi dello sviluppo. In quest’ultimo caso bisognerebbe pensare anche alla viabilità. Infatti se balneabile significa che io vado là e mi faccio il bagno, e basta, è una questione. Se la questione è che dopo il bagno posso accedere a tutta un’altra serie di servizi e attrattive allora gli interventi a cui devo pensare sono più complessi.

Se ci sono tutta una serie di attività, c’è un godimento, c’è un utilizzo del tempo, vuol dire che il mio tempo di permanenza non sono le due ore di bagno ma sono sei ore. Vuol dire che la zona ha una valenza turistica.